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Non chiamatelo raptus Rassegna alla Bassani sulla violenza alle donne

Margherita Goberti
Non chiamatelo raptus Rassegna alla Bassani sulla violenza alle donne

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Resterà alla Biblioteca Bassani fino al prossimo 27 marzo. Pochi giorni quindi al Barco per vedere la mostra “Non chiamatelo raptus” inaugurata ieri dall’assessore alla Cultura ed alle Pari Opportunità, Massimo Maisto, poiché sia per l’argomento che tratta sia per le numerose richieste di esposizione, ha carattere itinerante.

I 25 pannelli alle pareti, illustrati da Stefania Spanò in arte Anarkikka, affrontano il tema della violenza sulle donne ma soprattutto le discriminazioni di genere che vengono messe in risalto dalle didascalie che accompagnano ogni immagine; frasi negative di commento agli stupri, espresse anche da alcuni giornalisti e da voci di gente comune che in qualche modo colpevolizzano le donne con «In fondo, per come andavano conciate, se la sono cercata».

«Una mostra denuncia – ha sottolineato lo stesso Maisto – che trova lo spazio giusto proprio in una biblioteca, un luogo importante in quanto qui si dà valore alle parole sia in negativo come chi vuole trasformare le vittime in colpevoli, sia in positivo per chi le vuole sostenere. Ed è per questo che presto Ferrara avrà due nuove biblioteche: Casa Nicolini per i bambini ed i ragazzi e la nuova Rodari in Corte Medoro».

L’iniziativa è stata promossa dalla Commissione Pari Opportunità di Legacoop Estense e la cooperativa di abitanti Castello ha accolto e sostenuto la proposta, come hanno sottolineato il presidente Loredano Ferrari nell’annunciare altre manifestazioni in collaborazione con la biblioteca Bassani e Chiara Bertelli referente di Legacoop. —

Margherita Goberti

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