La Nuova Ferrara

Ferrara

i lavori fermi 

Palazzo Massari, slitta il restauro interno

Gian Pietro Zerbini
Palazzo Massari, slitta il restauro interno

Passati i termini, sarà il prossimo consiglio comunale a esprimersi sul progetto in deroga non prima di settembre

3 MINUTI DI LETTURA







Palazzo Massari ha perso un tram importante per procedere e continuare il complesso lavoro di ristrutturazione. Dovevano partire a giorni la seconda e terza fase del piano di ristrutturazione con l’eventuale deroga concessa dal consiglio comunale, ma i tempi burocratici si sono allungati oltre il dovuto e nelle migliori delle ipotesi sarà il nuovo consiglio comunale, dopo l’estate, eventualmente a dare il nulla osta per completare il restauro.

I vincoli

A ritardare il processo esecutivo del Massari è l’attesa per una risposta della sovrintendenza in merito alla compatibilità del progetto di costruire un nuovo blocco con scale ed ascensori da integrare nella zona mediana del fabbricato e il completamente degli spazi per gli uffici.

Il progetto preliminare, che nel 2016 aveva ottenuto anche i complimenti per la realizzazione da parte della sovrintendente Ranaldi, sta subendo infatti dei ritardi dovuti all’approvazione del progetto esecutivo ,con la nuova direzione della sovrintendenza regionale che ancora non ha deciso e da più parti si paventa uno stop al progetto o quanto meno una rielaborazione dello stesso. Anche qui il ministero, che aveva recentemente bocciato il progetto di addizione di palazzo Diamanti, può avere un ruolo determinante nella decisione della sovrintendenza e il timore del Comune è che non sia certo positivo. Anche comunque in caso di un via libera, senza cambiamenti del progetto, il cantiere è destinato a questo punto a partire con molto ritardo rispetto ai tempi programmati, a scapito ovviamente di tutto il sistema museale che ha bisogna di essere funzionale prima possibile, visto che è fermo da sette anni.

I lavoro fatti

Dal 2012, anno del devastante terremoto che ha scardinato il palazzo provocando le ferite più rilevanti tra i palazzi storici cittadini, sono stati ultimati tutti gli interventi della prima fase, dal restauro delle facciate esterne sia di Palazzo Massari, che della Palazzina Cavalieri di Malta, al consolidamento strutturale con l’applicazione di tutta la sicurezza antisismica, oltre ovviamente al rifacimento del tetto che aveva subito danni rilevantissimi. L’importo complessivo dei lavori è di 2,3 milioni di euro, finanziato coni fondo regionali per il terremoto. In pratica ora il complesso del Massari è nelle condizioni di avere una bella facciata esterna, un tetto resistente, mura più solide, ma dentro è tutto da rifare. È come una bella confezione, ma con il contenuto da ristrutture.

I lavori da fare

Partiranno quindi i ritardo i lavori che consentiranno al contenitore museale di aprire. Per rendere agibile la struttura occorre infatti sistemare i solai, rifare i pavimenti, e soprattutto rinnovare tutti gli impianti e le rifiniture. Operazioni che in teoria avrebbero già il via libera, ma si vanno a scontrare con la mancanza ancora di un pronunciamento sulla realizzazione del blocco nuovo centrale composto di scale e ascensori. E per vedere il Massari nuovamente aperto al pubblico occorreranno ancora anni aggiuntivi. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google