Cartine e mappe: la Certosa diventa sito monumentale a misura di turista
I pannelli aiutano il visitatore nella scelta del “suo” percorso. Da Antonioni a Vancini gli itinerari per vedere le tombe illustri
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FERRARA. La Certosa come grande monumento di Ferrara. Mappe, numeri, colori, percorsi, personaggi, indicazioni. Ha pensato a tutto ciò il Comune di Ferrara che ieri, per la prima volta ufficialmente, ha presentato il progetto per valorizzare la Certosa monumentale di Ferrara e farla entrare di diritto nei grandi circuiti culturali europei.
I circuiti del settore
Presenti il sindaco Tiziano Tagliani e l’assessore ai lavori pubblici Aldo Modonesi, quello della massima esposizione turistica del più grande ed importante cimitero cittadino è – come ha ricordato l’assessore Modonesi – «uno dei progetti fortemente voluti da questa amministrazione, per il prestigio che questa area riveste, per i tanti ferraresi illustri che vi “riposano” , ed ovviamente per tutta la città».
Le visite guidate
Nell'ambito di questo progetto di valorizzazione del patrimonio storico-artistico del Cimitero monumentale della Certosa di Ferrara, è stata presentata la prima fase di azioni messe in campo che consiste nella realizzazione di una mappa dettagliata dei percorsi di visita a uno dei monumenti più importanti del capoluogo estense. «Stiamo fornendo risposte alle esigenze espresse da moltissimi cittadini e turisti che arrivano a Ferrara anche solo per visitarne questa Certosa meravigliosa - hanno sottolineato Paolo Paramucchi e Stefano Lucci, della Holding Ferrara Servizi - e l'entrata nel circuito internazionale dei cimiteri monumentali ci darà più visibilità, nuovi strumenti e sinergie importanti dal punto di vista turistico, culturale e organizzativo». Un itinerario, quello presentato ieri, reso intuibile e semplice grazie all’utilizzo di mappe sulle quali sono stampati numeri, colori, nomi di personaggi qui sepolti e di siti d’interesse storico. A cominciare dalla tomba di Borso d’Este (uno dei sovrani più illuminati) fino alle tombe dei registi ferraresi che il mondo ci ha invidiato, Michelangelo Antonioni e Florestano Vancini. Un luogo dell’anima che sempre più farà parte dei siti storici della città. Il restauro di eventuali punti deboli, in particolare il rafforzamento strutturale del porticato dei chiostri che si trova all’ingresso della Certosa, sono alcuni dei passaggi necessari ad avere percorsi e strutture di pregio anche alla luce delle lesioni provocate dal terremoto del 2012.
I punti strategici
L'itinerario, composto da 47 punti d’interesse, ha la durata media di 100 minuti ed è ideato in maniera flessibile così da rendere la scelta del visitatore la più libera possibile in base alle singole passioni e sensibilità. Ad esempio, sono presenti pannelli nei punti strategici in maniera da orientare il turista dal punto di vista della scoperta culturale. Le novità, prima del tour in Certosa, illustrate all’interno della chiesa di San Cristoforo da Ilaria Tabellini e Chiara Bruschi, sono già inserite nei circuiti turistici (alla pari di cimiteri come il Verano a Roma, il più vasto camposanto monumentale d’Italia, 80 ettari di estensione).
Viaggiatori e turisti
Progetti che sono stati in parte condivisi col Mibac (il ministero dei beni e delle attività culturali) e il dicastero delle politiche agricole che ha assorbito la voce “turismo”. Obiettivo finale: aumentare il flusso di viaggiatori/turisti che arrivano a Ferrara. —
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