La mozione anti aborto approda in consiglio L’ira delle associazioni
Il documento firmato da Fratelli d’Italia in discussione lunedì Le donne si mobilitano: la legge 194 non si tocca
Era rimasta “sepolta” per mesi, dopo aver suscitato polemiche e discussioni sull’onda del documento-apripista della Lega approvato dal consiglio comunale di Verona.
Ora la mozione firmata da Alberto Balboni (Fratelli d’Italia) “Iniziative per il sostegno alla maternità e alla prevenzione delle condizioni che portano all'aborto” riemerge tra gli ordini del giorno dell’assemblea municipale che si riunirà lunedì alle 15 mettendo ai voti la mozione.
Donne contro
Saranno anche passati mesi, ma le associazioni in prima fila nella tutela dei diritti (Centro Donna Giustizia, Udi, Cgil, Arcilesbica, Arcigay e Non una di Meno) non ha dimenticato i contenuti della mozione che «ha l’intento di mettere strumentalmente in discussione i diritti delle donne e le libertà conquistate, mascherandoli da “tutela degli indifesi”», si legge in un documento comune. Ferma la contestazione sui dati inclusi nella mozione, secondo i quali con la 194 sarebbe aumentate le interruzioni di gravidanza.
Cifre «fallaci e non supportate, in netta controtendenza rispetto a quelli ufficiali che dicono chiaramente che l’aborto volontario sia in realtà in costante riduzione. Pur con le sue criticità, la legge 194 rappresenta ancora oggi l’unico strumento di contrasto all’aborto clandestino, con la 194 le donne hanno smesso di morire di aborto e l’aborto ha smesso di diventare una questione privata». L’attenzione, semmai, va rivolta alle «reali difficoltà politiche ed economiche che i consultori si trovano ad affrontare quotidianamente», continuano le associazioni, rivendicando «politiche a sostegno della genitorialità libera e consapevole, per il pieno accesso all’educazione sessuale e alla contraccezione gratuita per tutti».
Diritti a rischio
Si annuncia dunque vivace e partecipato il consiglio comunale di lunedì. Diritti che si davano per acquisiti, affermano con preoccupazione le firmatarie del documento, stanno per essere rimessi in discussione. Non da ultimo, dal Congresso Mondiale per Le Famiglie in programma a Verona dal 29 al 31 marzo e del quale le associazioni saranno osservatrici attente e critiche, con una (contro)presenza proveniente da Ferrara e che al momento conta già quattro pullman. —
A.M.
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