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in via porta san Pietro 

Non rispetta orari e vende alcolici Negozio chiuso per quindici giorni

Non rispetta orari e vende alcolici Negozio chiuso per quindici giorni

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Ancora guai per i “furbetti” dei locali-minimarket della città che non rispettano regole e orari: così dopo i controlli della Polizia municipale e della Polizia amministrativa della questura, scatta un’altra chiusura, per 15 giorni a partire da giovedì scorso al Minimarket Carlo Mayr, di via Porta San Pietro. Il cartello apposto dagli agenti, d’altronde è più che eloquente e servirà almeno per due settimane ad evitare altri guai.

Troppe violazioni

Tutto nasce dal fatto che il titolare, un bengalese, già per due volte, il 23 febbraio e il 6 marzo aveva violato il regolamento di polizia urbana, tenendo aperto il locale anche dopo le ore 20, continuano a vendere alimenti e bevande, lasciando porta aperta, luci accese e registratore di cassa in funzione con una frotta di clienti in giro per il locale. Violazioni contestate dagli agenti nelle ultime settimane e che arrivano, guarda caso, dopo tanti altri episodi. Già il 7 gennaio scorso, non a caso, al titolare era stata sospesa la licenza dell’esercizio per le ripetute violazioni al divieto di vendita di bevande alcoliche in vetro accertate nel corso del 2018: il 20 giugno e il 14 dicembre e da qui il Comune aveva adottato i provvedimenti con cui gli ordinava la chiusura anticipata dell’esercizio alle 20, dal 15 febbraio 2019 e per sei mesi. Una chiusura anticipata, dunque punitiva come vuole la prassi , per regole che debbono essere rispettate. Dunque il “furbetto” di turno nonostante tutto questo ha continuato a violare il regolamento, come spiegava la dirigente della Polizia amministrativa, Emanuela Napoli «in questo caso di tratta di violazioni accertate direttamente da noi e dai colleghi della Polizia locale. Si tratta di provvedimenti che hanno l’obiettivo di essere un deterrente».

Mano forte

Questa volta la violazione è sugli orari, altre volte per la vendita di alcol ai minori oppure di locali che diventano punto di riferimento della piccola criminalità e pertanto per motivi di ordine pubblico occorre intervenire. Con la mano forte, come accaduto già in passato. In questo caso dicevamo si tratta di violazioni del titolare bengalese al Regolamento di polizia urbana della città di Ferrara: il questore in questo caso può disporre la sospensione della licenza. In altri casi, quando i furbetti continuano a fare i furbi - il caso del locale di via Armari - interviene anche il prefetto: facendo chiudere definitivamente gli esercizi. —

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