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nuovo libro alla Bassani 

“Pennellate” da Eridano «Mi hanno ispirato le foto dei fiori ferraresi»

Marina Cazzanti
“Pennellate” da Eridano «Mi hanno ispirato le foto dei fiori ferraresi»

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Eridano, poeta e scrittore con la passione per la fotografia e per il dialetto, ci parla della suo nuovo libro intitolato “Una pennellata di colore”, Faust edizioni. «La presentazione ci sarà dal 2 al 20 aprile alla biblioteca “Bassani” insieme a Vito Tumiati. Colgo questa occasione per fare alcuni ringraziamenti: a mio figlio Lorenzo, che ha seguito il lavoro di impaginazione del libro, a Diego Carrara che ha curato la prefazione ed anche alla Nuova Ferrara, sempre pronta a pubblicare le mie poesie e i miei racconti». Nel testo, anche questa volta, grande protagonista è l’apparato fotografico. «Sì, ci sono molte foto di fiori tipici della zona che mi hanno dato l’ispirazione per il libro – conferma lo scrittore – E poi c’è il dialetto protagonista. Si tratta del dialetto parlato a Ravalle e a Bondeno, quello, cioè della mia infanzia, che mi è rimasto nel cuore: uso alcuni termini – come “cascol” che vuol dire sciarpa – che non si trovano nemmeno nei vocabolari».

Il ricavato dei libri di Eridano va sempre in beneficienza, «per l’Ado, l’Ail o altre associazioni onlus» è la scelta comunicata dallo stesso autore.

I ricordi sono un filo conduttore di tutte le opere di Eridano, come conferma lui stesso: «Il pensiero è sempre rivolto a mia madre e mia sorella, alle quali dedico i miei scritti, oltre che al mio nipotino Gabriele, la mia gioia più grande. Ha anche avuto maestri importanti che mi hanno fatto amare, fin da giovanissimo, l’arte. Ho frequentato la scuola “Dosso Dossi” e tra gli altri, ricordo Nemesio Orsatti e Virgili, e poi ho collaborato con Vito Tumiati e Giovanni Ferrari, in occasione di numerose mostre. Amo l’arte in tutte le sue forme – è la confessione di Eridano – e già da bambino lavoravo la creta e amavo disegnare: come disse la poetessa Lidia Fiorentini, non ho mai smesso di fare il pittore perché nelle mie poesie si può ritrovare la stessa armonia dei colori e delle forme tipiche dei dipinti». –

Marina Cazzanti

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