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«Ho alzato la scarpa e visto quella gamba spuntare dalla tuta»

«Ho alzato la scarpa e visto quella gamba spuntare dalla tuta»

Tre volontari di Legambiente hanno fatto la scoperta nella radura tra mucchi di rifiuti  

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Il testimone

«Avevamo finito qui nel tratto aperto del Sottomura, e abbiamo visto il boschetto, pensando di andare a vedere dentro se c’erano rifiuti». Tanti rifiuti, spiegano i volontari di Legambiente, i tre del gruppo per la zona di questo Sottomura, impegnati ieri mattina nell’iniziativa promossa dal Comune “Ferrara mia”, di pulizia della città ed aree verdi. «Qui dentro - spiegano - abbiamo rinvenuto di tutto: tante bottiglie vuote e piene di vino, tantissime siringhe, quasi una quarantina, giacche, giacconi, un plaid appeso ai rami e una quindicina di scarpe».

«Prendendone una - spiega il volontario che ha scoperto i resti - l’ho alzata e dentro c’era una gamba scarnificata, un osso dal malleolo fino al ginocchio. E allora l’ho posata, ma poco dopo mi sono imbattuto con il teschio e altri resti di ossa. Ci siamo detti cosa fare, e abbiamo subito segnalato il fatto alla nostra coordinatrice». Poi da qui l’allarme ai carabinieri. «Al loro arrivo, siamo stati tutti verbalizzati con tanto di identificazione (è la prassi per chi è testimone di fatti analoghi, rinvenimenti, ndr) e poi hanno chiamato la Scientifica e Amsfec».

Poi i primi rilievi, la prima indicazione fornita a loro stessi dagli inquirenti: «Sì, si tratta dei resti di un corpo umano, ci hanno detto una donna, scheletro completamente scarnificato, non saprei nemmeno da quanto possa esser stato lì».

I volontari sono rimasti lì anche dopo il fine turno del lavoro di pulitura, a disposizione degli inquirenti. E uno di loro, Mirko Paparella spiegava che in realtà, «sarebbero necessari più controlli, più interventi di pulizia nel boschetto dove è stato ritrovato lo scheletro: farò una segnalazione», spiegava il volontario, proponendo che almeno una volta al mese dentro queste radure (attorno alle mura) si facciano interventi di pulizia, bonifica.

Un boschetto rifugio di sena tetto e tanto altro, conferma chi abitualmente passa nel tratto pedonale dove corrono i runner: «Ogni mattina passo di qui e proprio nei giorni scorsi avevo visto un ragazzo di colore che entrava nel boschetto». Diventato rifugio per tanti come lui. Ma nessuno che abbia dato l’allarme per quelle ossa. Della donna che aveva fatto del boschetto la propria casa. Diventata la sua bara. —

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