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le indagini  

La conferma domani con la prova del Dna

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Sono partiti da quel cellulare trovato nel boschetto accanto alle ossa. E da quelle scarpe rosa, che indicavano che non si trattava comunque di un senza tetto o di un balordo. Di una ragazza sbandata, sì, che a settembre è scomparsa da casa, e non ha dato più notizia: i carabinieri sanno già il suo nome, ma per averne la certezza, occorrono esami medico- legali. La segnalazione alla procura è stata inoltrata, e toccherà alla pm di turno Ombretta Volta già da lunedì, ordinare i primi esami medico legali: «Si dovranno fare i dovuti approfondimenti per arrivare alla sua identificazione». Occorrerà soprattutto l’esame del Dna: dopo aver estratto dai poveri resti della ragazza si dovrà comparare con quello dei famigliari che da settembre non avevano avuto più notizie di lei. Dopo l’identificazione occorrerà stabilire le cause della morte (difficile svolgere analisi tossicologiche, in assenza di tessuti molli), ma saranno i tecnici della medicina legale a dare indicazioni agli inquirenti. —

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