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san pietro in casale 

Lacrime per Cesare Comunità commossa saluta il camionista

Lacrime per Cesare Comunità commossa saluta il camionista

Chiesa gremita per salutare il 56enne caduto nel dirupo Il parroco: «La morte non ha l’ultima parola sulla vita»

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san pietro in casale. Chiesa gremita ieri pomeriggio a San Pietro in Casale per l’ultimo saluto a Cesare Bordoni, il camionista di 56 anni morto trascinato in un dirupo dalla motrice del suo tir, lo scorso 22 marzo.

«Siamo in tanti qui oggi (ieri per chi legge, ndr) a salutare Cesare. Siamo tutti colpiti da questa tragedia ma - ha detto il parroco durante la cerimonia - il Signore ci viene in contro e ci vuole stare accanto anche, e soprattutto, in questo momento».

l’ultimo saluto

La salma è partita dalla camera mortuaria di Bentivoglio alla volta della chiesa dove erano in tanti, familiari, amici, conoscenti ad attenderlo nel piazzale e all’interno di essa. L’uomo lascia la moglie e due figli di 31 e 16 anni. «Dobbiamo - ha continuato il sacerdote - salutare Cesare ed essere vicini alla moglie, ai figli e ai suoi familiari. Gesù ci dice che la morte non ha l’ultima parola sull’uomo perché l’ultima parola l’ha detta lui con la sua resurrezione ed è una parola di vita: per il fratello Cesere e per ciascuno di noi».

commozione

I presenti non sono riusciti a trattenere lacrime e commozione. Tante le parole di affetto e cordoglio pronunciate, i ricordi di chi lo conosceva. «Siamo davanti al mistero della morte, a quel dolore forte che si prova per il distacco della persona amata, quel distacco che dal punto di vista umano può sembrare qualcosa di definitivo».

La moglie Gloria, nelle ore immediatamente successive all’incidente avvenuto a Vezzano, nel Comune di Vallelaghi, in provincia di Trento, aveva raccontato con un filo di voce: «Lavorava come camionista da quando aveva 18 anni, appena presa la patente. Esperienza ne aveva da vendere... Era prudente, sempre attentissimo. Sarebbe andato in pensione l’anno prossimo, si sarebbe potuto finalmente godere la vita. E invece...». Di solito Bordoni lavorava su Milano e Torino, Trento non era la sua zona abituale ma le tratte possono variare. «Quando ci hanno chiamato - aveva ricordato la donna - c’è crollato il mondo addosso».

l’incidente

Il 56enne è stato travolto dal suo stesso tir. Il mezzo parcheggiato si è messo improvvisamente in movimento, e il camionista, intento ad agganciare il rimorchio alla motrice nella piazzola vicina al bar Bersaglio, ha provato a fermarlo ma, tentando di salire in cabina, è caduto ed è stato trascinato. Bordoni è tragicamente finito nella scarpata, non c’è stato nulla da fare. —

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