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Tecnologia, turismo e impresa nell’ex teatro Verdi ritrovato

Tecnologia, turismo e impresa nell’ex teatro Verdi ritrovato

Presentato il progetto da due milioni di euro. Entro l’estate palcoscenico e platea La struttura è ora sede del Laboratorio Aperto Urbano dove coltivare le idee

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Da ex teatro e luogo abbandonato a spazio vivo dedicato alla promozione della cultura, dell’impresa e delle novità tecnologiche.

I lavori

Sarà un Laboratorio Urbano Aperto (www.luaferrara.it) il teatro Verdi ormai in via di completo recupero. L’occasione per fare il punto sullo stato dei lavori e sulle future attività del ritrovato contenitore è stato l’incontro, organizzato proprio nell’ex teatro, dedicato ai progetti realizzati e da realizzare a Ferrara con il Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (Por Fesr 2014-2020). L’Open Lab al Verdi è uno di questi: un investimento di due milioni di euro finanziato al 90% con risorse Ue e per il resto dallo stesso Comune, come ha spiegato l’assessore Modonesi, e il degrado in cui ha versato per anni lo splendido edificio è ormai un ricordo.

Il tassello conclusivo e più importante dell’opera, vale a dire il palcoscenico e la platea, sarà terminato entro l’estate, e costituirà un’ideale “piazza coperta” a fare da contrappunto a quella esterna in costruzione al posto del vecchio parcheggio. Ma tutti gli altri spazi sono ormai pronti a ospitare l’Open Lab, ha sottolineato Fabio Sgaragli, presidente della Fondazione Giacomo Brodolini, che insieme a Mbs, Ett e Cidas costituisce la Ati che nei prossimi 15 anni gestirà le attività dell’ex teatro: «L’obiettivo è quello di far incontrare i portatori di idee con coloro che hanno gli strumenti per realizzarle. I temi su cui lavorare sono cultura, tecnologia, turismo e mobilità sostenibile». Qualche esempio?

Le future attività

«Pensiamo alla creazione di App per arricchire le visite museali o, sempre nel campo del turismo, alla realizzazione di poltrone dinamiche per visite virtuali - ha spiegato Sgaragli - All’interno dell’Open Lab ci sarà spazio per l’incubazione di impresa, la formazione professionale, lo sviluppo di tecnologie al servizio della mobilità sostenibile o di forme nuove di spettacolo, l’organizzazione di eventi e la messa a punto di progetti per favorire l’inclusione digitale».

Al momento gli spazi pronti dell’ex teatro sono ancora spogli: «Tra circa sei settimane arriveranno i mobili e gli arredi - ha detto Sgaragli - Da quel momento in poi l’Open Lab aprirà gradualmente alla cittadinanza e comincerà la propria attività».

Ma c’è bisogno di collaborazione: «Al momento siamo quattro soci, ma serviranno altri partner per poter strutturare e garantire continuità alle future proposte», è stato l’appello finale.—

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