Carradori (S. Anna) ai sindaci: l’ospedale non può fare di più
Il dg in Conferenza territoriale: siamo al limite, incompiuta l’integrazione con l’Asl. Cgil, Cisl e Uil: i Comuni hanno rifiutato ancora di discutere di mobilità dei pazienti
FERRARA. Il Sant’Anna “scoppia”: sempre più accessi al pronto soccorso, più ricoveri, più interventi chirurgici. Intanto l’Asl, dal 2012 al 2017, ha visto calare i posti letto nei suoi ospedali (-460) e nei suoi pronto soccorso, gli interventi chirurgici e anche i ricoveri, dati riportati ieri e forniti alla stampa dai sindacati Cgil, Cisl e Uil. Che confermano una tendenza che si sta consolidando in provincia: la riorganizzazione seguita all’apertura dell’ospedale di Cona ha concentrato domanda e produzione di servizi sanitari verso il nuovo Sant’Anna mentre il territorio sembra tenere il passo con difficoltà.
La polemica
Il processo che avrebbe dovuto assicurare la gestione armoniosa del dopo-Cona, cioè l’integrazione interaziendale Asl-Sant’Anna, ricordano i sindacati, «aveva iniziato a prendere forma tra il 2015 e il 2016 con la proposta di un accordo quadro su rete ospedaliera e unificazione dei servizi, poi varato il 30 gennaio 2017». Un percorso troppo lento e chi ne sta facendo le spese è la sanità locale e i cittadini della provincia. Tutto questo, commentano i sindacati, mentre la Conferenza sanitaria territoriale, convocata ieri «ha all’improvviso modificato l’ordine del giorno della riunione rinviando di nuovo la discussione sulla mobilità sanitaria nella nostra provincia, fattore che misura la capacità dei servizi locali di rispondere alle esigenze del territorio, discussione che avevamo già sollecitato il 13 novembre 2018, che abbiamo ribadito il 19 dicembre e che è rimasta inascoltata nella Conferenza sanitaria del 6 marzo 2019 e di oggi (ieri, ndr)».
Ma le parole più dure Cristiano Zagatti (Cgil), Rita Turatti (Cgil Welfare), Claudia Canella (Cisl) e Massimo Zanirato (Uil) le hanno riservate ai sindaci. «La cosa che più ci ha amareggiato è che di fronte a una scelta incomprensibile, perché sulla mobilità sanitaria anche se mancano i dati del 2018 è disponibile la serie fino al 2017, nessun sindaco si è alzato per opporsi. Hanno deciso di non discutere e di non fare scelte. Ad un certo punto la Conferenza sanitaria è stata aggiornata per mancanza del numero legale. I sindaci, in sostanza, se ne sono andati e non si è parlato neanche del tema spinoso delle dimissioni difficili». Chi rappresenta Ferrara in Regione se Conferenza sanitaria e sindaci preferiscono non discutere dei problemi?, chiedono i sindacati.
Dati e tendenze
Dalle relazioni dei direttori generali sono emersi passi avanti ma anche le difficoltà che sta incontrando il processo di integrazione. Il manager del Sant’Anna, Tiziano Carradori, è stato esplicito: il polo di Cona è ormai al limite della propria “capacità produttiva”.
«Non possiamo fare molto di più – ha detto il dg in Conferenza sanitaria – Senza un’integrazione efficace col territorio sarà difficile, ad esempio, ridurre le liste d’attesa per la chirurgia a bassa complessità (ernie, proctologia, ndr)».
Il quadro che ha tracciato contiene una somma di fragilità: mancano diverse convenzioni attuative dei servizi unificati – ha detto Carradori – Il S. Anna ha visto crescere fra il 2012 e il 2018 gli accessi nei suoi pronto soccorso da 75. 000 a 91. 500 (nell’Asl sono diminuiti), tra il 2012 e il 2017 i ricoveri a Cona sono saliti da 23mila a 27mila (calati nell’Asl) e sono lievitati del 10% quelli chirurgici (nell’Asl non decolla la chirurgia delle equipe itineranti, ndr). Chi attribuisce i problemi della sanità locale al S. Anna non conosce i dati: è difficile attuare una riorganizzazione non voluta dalle classi dirigenti. Sta emergendo inoltre una tendenza a privatizzare la produzione nella chirurgia programmata». –
Gi. Ca.
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