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Due milioni di euro da investire per prevenire i crolli improvvisi

Gian Pietro Zerbini
Due milioni di euro da investire per prevenire i crolli improvvisi

Ferrara Tua: parte un piano per monitorare e curare le 50mila piante Lucci e Pocaterra: «Manutenzione del verde, cambia la filosofia»  

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la svolta



«Abbiamo deciso di investire due milioni di euro per affrontare con decisione il problema della manutenzione del verde e per prevenire le rovinose cadute degli alberi. I cambiamenti climatici devono far riflettere ed occorre ridurre al minimo il rischio».

Sono sulla stessa lunghezza d’onda Stefano Lucci e Enrico Pocaterra, rispettivamente direttore generale e direttore tecnico di “Ferrara Tua”, l’azienda che tra le altre cose ha in gestione per conto della Holding Servizi il verde pubblico.

Sistema da ripensare

Si parte dal presupposto che il sistema di manutenzione del verde, per le mutate condizioni anche del clima, è da ripensare, soprattutto guardando gli alberi della città soggetti a molteplici sollecitazioni che mettono a rischio la stabilità di alcune piante.

«Per questo - affermano i vertici di “Ferrara Tua”, occorre ridurre il patrimonio a rischio soprattutto nelle zone più frequentate e popolate con infrastrutture come scuole, parco giochi, strade ed avviare un piano strategico, con l’avallo dell’amministrazione comunale da sviluppare e concludere nell’arco di due anni». Ricordiamo che il contratto di servizio è stato prorogato a “Ferrara Tua” fino al 2030, per cui ci sono ampiamente i margini operativi.

Le quattro fasi

Il piano di “Ferrara Tua” partirà tra poche settimane ed è suddiviso in quattro fasi. La prima è quella della mappatura del rischio e verranno esaminate le 50mila piante del territorio comunale. Si provvederà poi all’indagine si stabilità per verificare lo stato di salute delle piante. Una volta identificate le criticità partirà la terza fase che è quella dell’abbattimento degli alberi a rischio. Infine si procederà al reimpianto

I dati

Ad inizio dell’anno le richieste in attesa di essere evase di controlli erano 9.478 di cui 389 eseguite nel 2019. Sono stati eseguiti in questi tre mesi 86 abbattimenti di alberi, 57 potature straordinarie e 956 ordinarie. La cura più attenta negli ultimi anni ha risotto il rischio improvviso di crollo degli alberi. Nel 2105 le cadute per maltempo o crolli improvvisi sono stati 147 con una percentuale di rischio del 24,79% (dato che si ricava dal rapporto tra le cadute e gli abbattimenti volontari effettuati). Lo scorso anno sono caduti 50 alberi con una percentuale di rischio che è scesa al 7,22%.

«Se il vento dell’altra sera - dichiara Lucci - si fosse abbattuto sei anni fa, sicuramente il bilancio sarebbe stato molto superiore».

E i numeri degli abbattimenti parlano chiaro. Nel 2016 erano previsti 375 abbattimenti e ne sono stati fatti invece per precauzione 451 con una differenza di 76 piante abbattute in più rispetto al programma. Nel 2017 le piante abbattute sono state 654 (279 in più), mentre lo scorso anno gli abbattimenti effettuati sono stati 693, quasi il doppio di quelli previsti. Aumentate anche le potature straordinarie. La parola d’ordine è ridurre il rischio. —





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