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PORTOMAGGIORE 

Il Comune ritira la richiesta di risarcimento all’ex dirigente

Fabio Terminali
Il Comune ritira la richiesta di risarcimento all’ex dirigente

Buco di bilancio, dietrofront dell’ente che sollecitava la restituzione di 400mila euro. Non sono emersi danni erariali sull’attività della responsabile finanze fino al 2017

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PORTOMAGGIORE. Sarà ritirata la richiesta di risarcimento da 400mila euro formulata dal Comune nei confronti di Marina Zeccoli, ex dirigente del settore finanze dello stesso ente. Di conseguenza svanirà la causa pendente al tribunale di Ferrara tramite cui l’ex dipendente aveva fatto richiesta di annullamento in sede giudiziaria.

Al centro della vicenda, il buco di bilancio dell’amministrazione emerso due anni fa. Un rosso di cui venne ritenuta responsabile l’allora responsabile della contabilità comunale. La sua posizione poi si è alleggerita, sulla base delle verifiche ispettive attuate dal ministero delle Finanze, su richiesta della Corte dei Conti che a sua volta era stata allertata dal Comune.

Le verifiche e l’esito

Irregolarità e disfunzioni di natura finanziaria sì; notizie specifiche e concrete di danno erariale no. Ecco quel che emerse dalla vista degli ispettori. Poco più di un mese, dal 4 aprile al 10 maggio 2017, trascorso a scandagliare carte e numeri, parallelamente a un’intensa attività di riaccertamento dei residui.

Dalla verifica amministrativo contabile risultò il delinearsi di un cospicuo disavanzo improprio (quantificato pio in 3,7 milioni di euro). Tuttavia la relazione finale del Ministero, resa nota nell’ottobre dello stesso anno, non mise in evidenza prove sostanziali di danno erariale. Tanto che la procura regionale della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti dell’Emilia Romagna, decise di archiviare il provvedimento.

L’accordo tra le parti

Alla base del ritiro della richiesta di risarcimento, che era risalente al luglio di due anni fa, c’è un accordo tra Comune di Portomaggiore (rappresentato dall’avvocato Paolo Bonetti) e Marina Zeccoli (assistita dall’avvocato Antonio Carullo).

«A maggior ragione – spiega il sindaco Nicola Minarelli –, dopo l’esito della verifica contabile e il decreto di archiviazione, non era logico procedere. Ma quel giudizio non è tombale. Così abbiamo stabilito di affidarci agli organismi tecnici della Corte dei Conti per un nuovo accertamento. Potrà arrivare da lì un risarcimento? Vedremo».

Intanto si risparmiano spese legali, con il venir meno della causa aperta dalla Zeccoli di fronte al giudice del lavoro; a fronte di un pronunciamento che ben difficilmente, documenti alla mano, avrebbe potuto riconoscere piene ragioni al Comune. «Ma il nostro – tiene ancora a sottolineare Minarelli – non è un cambio di strategia processuale. Abbiamo semplicemente soppesato le convenienze, tenuto conto delle spese legali. Fin dal 2017 non abbiamo lasciato nulla di intentato: lo dimostra il fatto che ci siamo rivolti alla Corte dei Conti. E così faremo in futuro». —


 

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