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San Giorgio 

Il saluto commosso della città al sovrintendente Alberti

Margherita Goberti
Il saluto commosso della città al sovrintendente Alberti

La chiesa gremita, il funerale celebrato da don Danillo: era un uomo giusto La moglie: grazie a chi ci è stato vicino in questa breve e iniqua malattia

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«Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio e nell’aggettivo giusto sono racchiuse tutte le caratteristiche di una persona come era Andrea Alberti: colto, corretto, saggio, mite... ed anche per me, un amico». Don Danillo Bisarello, parroco di San Giorgio ieri alle esequie dell’architetto Andrea Alberti scomparso dopo qualche mese di sofferenze, terza vittima ferrarese dell’influenza a soli 61 anni lo ha ricordato con parole affettuose, profondamente sentite e condivise da una chiesa gremita di parenti, colleghi, amici. Dal sindaco Tiziano Tagliani che però arrivò quando già Alberti era stato trasferito dalla soprintendenza di Casa Romei a Ravenna, ma ebbe comunque il modo di apprezzarlo professionalmente, a tutti coloro che ebbero il privilegio di lavorare con lui nelle successive e molteplici sedi della Lombardia e del Veneto presenti con diversi rappresentanti. Ed ed ancora dall’architetto Michele Pastore presidente della Ferrariae Decus che sebbene amico non lo frequentava molto, ma ha ricordato i suoi molteplici interventi specie a San Giorgio, San Carlo e Casa Romei, ai giovani universitari a cui ha insegnato tanto aggiungendo quel pizzico di ironia che tanto conquistava.

«Andrea è stato un giusto – ha ribadito il sacerdote nell’omelia – e la sua vita è stata come una preghiera; è stato umile di spirito, non dimostrò attaccamento al denaro, fu retto e saggio e non si dedicò ad alzare muri ma a costruire ponti e conserverò sempre quel meraviglioso libro che mi regalò a Natale proprio sui ponti. Le sue ultime parole prima di assopirsi per sempre furono quelle del Padre Nostro». L’organo e la voce di una soprano hanno poi sottolineato il momento della consacrazione e della comunione ed infine, troppo emozionata per leggere il suo ultimo saluto al marito, Barbara Pazi anche lei architetto, ha lasciato che fosse don Danillo a pronunciarle».

« Andrea è stato un uomo gentile– ha voluto scrivere – che affascinava con la sua cultura ed ironia; piaceva a tutti e specialmente ai giovani. È stato un importante punto di riferimento per me e per i colleghi; era un uomo bello, amante estremo del divano, della lettura; mi ha viziato, amato ci siamo completati e sostenuti in tutti i momenti difficili e belli della vita. Grazie a tutti coloro che mi sono stati vicino in questa breve ed iniqua malattia».

Un lungo applauso ha sottolineato il suo messaggio come quello di alcuni amici che hanno ricordato alcuni momenti condivisi sul lavoro e che per quello che era: «Andrea non sarà mai un ricordo ma una presenza» —.

Margherita Goberti

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