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contenziosi con il ministero 

Progetto Massari in arrivo un altro no «Vogliamo i danni»

S.C.

Il sindaco: non decidono i gusti di Sgarbi o del rettore Anselmi (FI): illegittimità. Sì a stralcio Diamanti e S. Paolo 

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Il ministero dei Beni culturali ha «annunciato il parere negativo anche per il progetto di Palazzo Massari». Per cui il sindaco Tiziano Tagliani si prepara, come nel caso di Palazzo Diamanti, a «presentare ricorso anche contro questa decisione, e preannuncio che chiederò risarcimenti a tutti. Fino al 25 maggio continuerò a difendere gli interessi di questa amministrazione e, poiché questi progetti vanno in direzione del bene della città, chiederà a tutti i candidati sindaci quali posizioni intendono assumere».

altro contenzioso

L’annuncio del nuovo contenzioso è arrivato ieri pomeriggio in Consiglio comunale prima dall’assessore Aldo Modonesi («sta arrivando un parere negativo del ministero, il trio Sgarbi-Bonisoli-Famiglietti ha colpito ancora»), poi da Tagliani, nel dibattito sullo stralcio del progetto Diamanti. Il progetto Massari prevede un nuovo corpo di fabbrica con scale ed ascensori da integrare nella zona mediana del fabbricato, e il completamente degli spazi per gli uffici. Il preliminare, è la ricostruzione del sindaco, aveva ottenuto un parere preventivo positivo da parte della Soprintendenza, «il diniego arriva sul progetto definitivo», a distanza di tre anni. Il replay della vicenda del nuovo volume dei Diamanti, quindi, anche perché pure su questo progetto si sono concentrati gli strali di Vittorio Sgarbi. Nemmeno una mail di preavviso dal ministero, ha lamentato il sindaco, «e sì che il 2 aprile ci vediamo a Roma per il bando periferie. Valgono le regole o i gusti e i “tiramenti” di qualcuno al di fuori di quest’aula, che sia Sgarbi o il rettore?». Il prossimo banco di prova, ha aggiunto, sarà la riqualificazione di Palazzo Gulinelli, di proprietà dell’università, che prevede un nuovo corpo di fabbrica.

Il ricorso “madre”

Tagliani ne ha approfittato per motivare anche tecnicamente il ricorso al Tar in favore dell’ampliamento dei Diamanti. «L’intervento è stato dichiarato inammissibile perché in violazione della Carte del restauro: si tratta - ha spiegato - non di atti normativi ma d’indirizzo politico. Inoltre il dirigente apicale del ministero (Gino Famiglietti, ndr) non ha avocato a sé il giudizio ma lo ha attribuito alla Soprintendenza regionale. E gli atti d’indirizzo erano stati stesi assieme alla stessa Soprintendenza». Lo ha parzialmente contestato Vittorio Anselmi, in dissenso con la maggioranza dei suoi stessi colleghi architetti: «Il progetto era palesemente illegittimo, non c’era parere preventivo. Bisogna rispettare il Codice dei beni culturali».

due sì

Il progetto stralcio da 3,5 milioni per pensiline, nuovi manufatti e locali tecnici, è stato approvato all’unanimità. Come pure quello da 3 milioni per il nuovo corpo di fabbrica che collega l’abside ai servizi igienici alla chiesa di San Paolo. —

S.C.

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