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Due minori in coma etilico, chiusa la discoteca Madame Butterfly

Due minori in coma etilico, chiusa la discoteca Madame Butterfly

Il questore ha deciso la chiusura temporanea per una settimana del locale di via Padova: le feste per i 14 enni nel mirino della Polizia. Presto una  ordinanza restrttiva di  sindaco e prefetto per vietare alcol in questi eventi

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FERRARA - Troppi ragazzini minorenni, dai 14 ai 16 anni, bevevano alcolici senza controllo all’interno della discoteca: due di loro, 15enni, sono finiti in ospedale in coma etilico, con valori di 2.89 di alcol nel sangue (il minimo per un adulto per guidare è 0.5) e uno dei due 15enni ha rischiato anche di morire. Per questo motivo la Polizia di Stato, su ordine del questore Giancarlo Pallini, ha chiuso temporaneamente la discoteca Madame Butterfly, qui in città, in via Padova, da venerdì 29, per una settimana.

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Il questore di Ferrara ha usato la mano pesante applicando la legge (art. 100 Testo unico di pubblica sicurezza), a conclusione di una indagine condotta dagli ispettori della Polizia amministrativa della Questura, che da anni lavora contro l’abuso di alcol da parte dei minori.
Il lavoro svolto dagli investigatori della Squadra amministrativa e dell’Ufficio Minori, con accertamenti, dentro e fuori dalla discoteca sui testimoni, i minorenni che comsumavano alcol, ha permesso di ricostruire ciò che accade all’interno, seguendo la moda delle “Liste tavoli”, che il locale organizzava con partners della società che gestisce la discoteca, proponendo eventi a tema per giovani clienti.


Eventi come “Black room” e “Taki Taki” vengono proposti con Liste tavoli organizzate da altrettanto giovani PR, che vendono queste liste tavoli ai minorenni che così possono fruire del tavolo prenotato e consumare senza alcun controllo bevande alcoliche e superalcoliche: champagne, prosecco e vodka.
Tutto è stato ricostruito dai poliziotti, sentendo diversi tra i minori che avevano preso parte alle serate, sia quelli vittima del consumo che i loro amici, in occasione di alcune serate dedicate ai “piccoli” + Up14 (con età dai 14 ai 18 anni) che hanno preso parte a vere e proprie feste di compleanno o semplicemente prenotando un “tavolo” dove venivano appunto somministrate bevande alcoliche proibite per quel tipo di avventore.
I tavoli, a volte soprannominati in modo stravagante quali ”Ferrara fake taxi” o “C’era una volta la vodka” e altri nomi (“Trash”), vengono organizzati dai Pr che hanno il compito di pubblicizzare l’evento in discoteca, attraverso social come Instagram o chat e gruppi chiusi su Whatsapp.


Liste tavoli che permettono di avere un ingresso preferenziale, senza alcun controllo poi ai tavoli, per i quali i Pr raccolgono gli ingressi (tra i 15 e i 40 euro) e poi trattengono il 10% per loro, il resto lo versano alla discoteca: dunque, più ragazzini entrano, più guadagnano.
E nessuno controlla: tanto più che con il ticket di Lista Tavoli si ha ingresso e lista alcolici, che vengono portati direttamente ai tavoli per la cosumazione: dunque, nessuno controlla chi beve e se chi beve ha l’età per poterlo fare.
Un fenomeno che va avanti da tempo, spiegano gli inquirenti, che ha avuto il picco in due episodi gravissimi, sabato 23 febbraio. Quella notte all’interno del “Madame” due giovani 15enni sono stati colti da malore e ricoverati al Pronto Soccorso e in pediatria al S. Anna con tassi alcolemici pari a 2,25 e 2,89 grammi/litro (6 volte di più del tasso massimo consentito ad un adulto per mettersi alla guida, 0,5 ).
Da qui è iniziata l’attività, ascoltando i testimoni, i genitori, i ragazzi, i gestori del locale, gli stessi pr, e chi serviva da bere. Anche fuori dagli orari consentiti, ad esempio tra le 3 e le 6, divieto assoluto, come invece hanno accertato gli ispettori della Polizia amministrativa.


La chiusura temporanea, da venerdì 29 marzo per una settimana è stata decisa anche e soprattutto contro la disinvoltura con cui gli addetti alla somministrazione, dipendenti del locale, hanno operato. E anche di chi all’interno della discoteca ha tentato di minimizzare sostenendo che i ragazzini poi andati in coma etilico, in realtà, avevano assunto altre sostanze come droga. Circostanze smentite categoricamente dagli esami clinici dei sanitari. Una testimonianza su tutte , rende bene l’idea di ciò che accade ed è accaduto; un genitore ha dichiarato agli inquirenti che «mentre ero all’ingresso un buttafuori mi ha chiesto se cercavo mio figlio indicandomi che era fuori seduto su un blocco di cemento. Ci ha riconosciuti, era sveglio, ma non stava in piedi e caricato in auto siamo andati subito al pronto soccorso…».

E ancora: «La cosa come è avvenuta mi è sembrata alquanto strana in quanto il personale di sicurezza vedendo un minore stare male, secondo me, non doveva buttarlo fuori dal locale ma accudirlo e chiamare i soccorsi medici. Cosa che non hanno fatto». «Io quando sono arrivata davanti al Madame ho visto che altri minori uscivano dal locale in condizioni simili a quelle di mio figlio».
E non finisce qui, l’attività di prevenzione e repressione. Il questore ha chiesto infatti a Prefettura e Comune di Ferrara di adottare altri provvedimenti e divieti sulla somministrazione di alcol e restrizione orari nelle feste per minori: una ordinanza che potrebbe essere emanata a giorni dalle autorità e che vieterà in tutte le discoteche anche quelle più brave e virtuose, il consumo di alcol durante questi eventi per adolescenti.
 

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