Bova scende in campo «Io ago della bilancia» Ballottaggio? No chiusure
Ci sarà il fondatore di Italia In Comune Federico Pizzarotti, il 19 aprile, alla presentazione del programma dall’aspirante sindaco di Ferrara Alberto Bova che ieri dopo l’uscita dal polo civico ha ufficializzato la sua candidatura. Pronto a riallacciare i rapporti elettorali con gli ex compagni di brevissima coalizione, aperto a nuove alleanze (da Firrincieli agli ex Addizione Civica), speranzoso di riuscire nel (difficile) compito di replicare in salsa locale il patto con +Europa di Zamorani, Bova si è detto convinto di rappresentare l’ago della bilancia nella prossima competizione amministrativa. «Mi rivolgo a tutti quelli che non si riconoscono né il Alan Fabbri né in Aldo Modonesi, pur ritenendole entrambe valide persone», esordisce riservando subito dopo una stoccata e una mezza carezza all’attuale giunta: «Molte cose buone sono state fatte, ma è mancata la capacità di comunicarle. Sul fronte della sicurezza si poteva fare certo di più, anche se Ferrara non è il far west descritto da qualcuno. Mi ero proposto a suo tempo come assessore alla Sicurezza, ma le cose sono andate diversamente».
In caso di ballottaggio, risponde sibillino: «Non ho preclusioni, sceglierò chi si impegnerà a portare avanti il mio programma». L’obiettivo, ha aggiunto, è intercettare «il 40% delle persone che non vanno più a votare, a cui si aggiunge un 15% di indecisi». Formare la lista, incalza, non sarà un problema: «Ci sono già 50, 60 persone interessate a partecipare e che provvederemo a selezionare sulla base delle competenze. Ma non è esclusa la presentazione di due liste, una targata Italia In Comune e l’altra Ferrara Civica». E a proposito di quest’ultima, Bova rivendica i suoi cinque anni come consigliere e presidente di Commissione: «L’esperienza è un valore, contro chi pensa, come i Cinque Stelle, che si possa ricoprire una carica importante come quella di sindaco avendo fatto tutt’altro nella vita fino al giorno prima». —
A.M.
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