Bulli, droga, violenza A scuola a lezione di disagio giovanile
All’istituto “Guido Monaco” coinvolti 400 studenti delle classi prime, seconde e terze che hanno dialogato con esperti e operatori
CODIGORO. Lotta al bullismo e ai comportamenti “a rischio” dei ragazzi. È l’obiettivo “Progetto disagio giovanile” dell’istituto superiore “Guido Monaco”, di Pomposa, che ha organizzato nell’anno in corso iniziative rivolte a 400 studenti delle classi prime, seconde e due terze dell’istituto. I risultati dell’attività svolta sono stati presentati ieri un incontro nella sede dell’Istituto. Erano presenti la dirigente scolastica, Genevieve Abbate, e la docente coordinatrice del progetto, Simonetta Graziani.
Un’esigenza univoca è emersa dai partecipanti all’incontro: la necessità di coinvolgere direttamente nel progetto anche docenti e genitori. Il sindaco di Codigoro Sabina Zanardi ha sottolineato che «abbiamo fatto tanto ma non è ancora abbastanza, per questo cercheremo più risorse per avviare un progetto ancora più grande ed integrato, in grado di aiutare i giovani a crescere».
Il capitano dei carabinieri, Andrea Coppi, ha evidenziato che «abbiamo illustrato il concetto di legalità in modo semplice, per abituare i giovani al rispetto delle regole per senso civico, oltre che a quello delle leggi». L’ispettore superiore della Polizia postale, Alessandro Paltrinieri, ha aggiunto che «gli incontri hanno rappresentato uno scambio con i giovani, anche attraverso l’esposizione di esperienze personali». Alberto Urro ha rimarcato il ruolo di affiancamento delle scuole da parte di Promeco e il collega Andrea Cardi ha rilevato che «la nostra presenza in istituto è ormai consolidata». Luisa Garofani, del Sert, ha aggiunto che «abbiamo approfondito con i giovani la conoscenza delle diverse sostanze stupefacenti». Loredana Bondi (Udi) ha aggiunto che «si è trattato di una valida iniziativa a tutto tondo, da ripetere». Infine, Daria Baglioni (Centro Donna Giustizia)ha detto che «durante gli incontri abbiamo svolto approfondimenti su violenza e diversità di genere». —
Piergiorgio Felletti
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