Decreti attuativi Carife, appello al prefetto
Presidio il 6 aprile delle associazioni dei consumatori «Pressione sul Governo». I punti oscuri della bozza
Chiederanno al Prefetto di intervenire a tutela dei risparmiatori Carife, facendo pressione sul Governo affinché emani i decreti attuativi sui rimborsi.
La Mobilitazione
Sabato 6 aprile le associazioni Federconsumatori, Adiconsum e Lega dei Consumatori organizzano un presidio davanti alla Prefettura chiedendo che l’Esecutivo mantenga quanto promesso «perché questo ritardo nell’emanazione dei decreti non è più giustificabile. Ci sono famiglie che stanno aspettando ormai da anni, hanno bisogno di riavere i loro soldi perché si trovano in difficoltà», ha detto il presidente Federconsum Roberto Zapparoli. Tanto più che, ha sottolineato Maria Rosaria Rea di Adiconsum, «sono spesso clienti con basso profilo di rischio che si sono fidati dei consulenti bancari». «Il Governo della trasparenza ci deve spiegare perché una legge entrata in vigore alla fine del 2018 non ha ancora trovato attuazione, nonostante le risorse ci siano; è anzi di oggi la notizia che il miliardo e mezzo ricavato dai fondi dormienti è salito a un miliardo e 600mila euro. Eppure i decreti annunciati a fine gennaio sono slittati e febbraio e poi sempre rinviati», ha aggiunto il presidente Lega Consumatori Enrico Scarazzati, rivendicando a nome di tutte le associazioni presenti la rappresentanza del 60% dei risparmiatori e un ruolo di “interfaccia” col governo «che ora ha scelto altri interlocutori».
La bozza
L’invito è quello di restare con i piedi per terra. Il riferimento è alle ipotesi di rivalsa nei confronti di Bankitalia e di ricorso davanti alla Corte di Giustizia Europea all’indomani del pronunciamento sul caso Tercas. Strade suggestive ma rischiose: per gli alti costi da sostenere e per l’incertezza dell’esito: «Non va fatta confusione, sono due cose diverse. L’intervento del Fitd su Tercas era finalizzato a traghettare la banca nella Popolare di Bari, che poi avrebbe dovuto restituire il Fondo. Nel caso di Carife si trattava di un intervento a fondo perduto, per consentire alla banca di tenere aperti gli sportelli», è la precisazione del legale di Federconsum Massimo Buia, che ha fatto le pulci alle bozze del decreto: «Ci sono punti critici, che ci auguriamo possano essere migliorati, a cominciare dall’accertamento preventivo di violazioni massive delle norme del Testo Unico della Finanza (Tuf) che stride con l’esigenza di rimborso generalizzato. Si spera che prevalga l’interpretazione dell’accertamento presuntivo».
La sentenza
In questo caso, ha sottolineato l’avvocato Ermanno Rossi (Federconsum), «il danno ingiusto si può dimostrare con la sentenza di primo grado del processo Carife, che pur con risultanze inferiori alle premesse, e in assenza di garanzie riguardo ai risarcimenti, ha accertato precise responsabilità penali». Altri aspetti critici della bozza, ha concluso Buia, riguardano la necessità per i risparmiatori di produrre gli atti di acquisto («una definizione fumosa, e in ogni caso dovrebbe essere un onere della banca»), e i dubbi sulla sorte degli obbligazionisti che hanno intrapreso l’arbitrato: «Non è chiaro se non ammesso o esclusi dagli indennizzi».—
Alessandra Mura
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