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Ferrara

sigilli allla discoteca 

Due 15enni in coma etilico, Madam chiuso Scatta il divieto di alcol ai minori nei locali

Daniele Predieri
Due 15enni in coma etilico, Madam chiuso Scatta il divieto di alcol ai minori nei locali

Il questore ordina la sospensione per la una settimana. Dopo i casi scoperti: uno dei due ragazzini ha rischiato di morire 

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Festeggiano a prosecco, champagne o vodka pur avendo dai 14 ai 16 anni. Lo fanno nelle feste inventate per loro, in discoteca, ma bevono troppo, tanto da andare in coma etilico: è successo a due di loro, 15enni, alla fine di febbraio, nella discoteca Madame Butterfly (Madam) di via Padova, qui in città. Avevano bevuto talmente tanto che avevano un tasso di alcol nel sangue di 2.25 e 2.89, quando - tanto per dare una idea - un adulto oltre lo 0.5 non può guidare un’auto.

Nessun controllo

Troppo alcol senza controlli, dunque. E allora il questore Giancarlo Pallini, dopo le indagini degli ispettori di Polizia Amministrativa e Ufficio minori, ha chiuso temporaneamente la discoteca per una settimana, da questa sera, venerdì, mentre domani, guarda caso, era in programma un nuovo evento per gli under 18, una “Black room” di musica e non solo.

Mano pesante del questore di Ferrara che ha applicato la legge (art. 100 Testo unico di pubblica sicurezza). Ma non finisce qui: il questore ha chiesto al sindaco Tagliani, e ne ha informato il prefetto Campanaro, l’emissione di una ordinanza restrittiva che imponga il divieto in città, a tutte le discoteche, di vendere alcolici durante le feste per minori. Anche nei locali più virtuosi che pur da anni seguono i nuovi protocolli messi a punto da questura e locali da ballo, diventati casi pilota in tutta Italia. I riscontri sulle illegalità dentro il Madam, li hanno trovati in settimane di indagini gli investigatori con accertamenti, dentro e fuori il locale, su testimoni, genitori, minorenni che consumavano alcol e chi li guardava.

Le “liste tavoli”

E tutto questo ha permesso di ricostruire ciò che accade all’interno: tutto ruota attorno al fenomeno delle “Liste tavoli”, che il locale organizzava proponendo eventi a tema per giovani clienti. Eventi come “Black room” e “Taki Taki” vengono proposti con “Liste tavoli” promosse da altrettanto giovani Pr, che vendono queste “liste tavoli” ai minorenni: possono così avere ingresso senza controlli, il tavolo prenotato e consumare senza limiti bevande alcoliche e superalcoliche.

Le serate up 14

Tutto è stato ricostruito dai poliziotti sentendo diversi tra i minori che avevano preso parte alle serate, sia quelli vittima del consumo che i loro amici, in occasione di alcune serate dedicate ai “piccoli” + Up14 (con età dai 14 ai 18 anni rigorosamente non compiuti), che hanno preso parte a vere e proprie feste di compleanno o semplicemente prenotando un “tavolo” dove veniva somministrato alcol secondo quanto si pagava, ovvio. I tavoli, a volte chiamati in gergo, in modo stravagante “Ferrara fake taxi” o “C’era una volta la vodka” e altri nomi (“Trash”), vengono organizzati dai Pr che pubblicizzano l’evento in discoteca, attraverso social come Instagram o chat e gruppi chiusi su Whatsapp.

Ingresso preferenziale

Liste tavoli che permettono di avere ingresso preferenziale, senza alcun controllo poi ai tavoli, per i quali i Pr raccolgono gli ingressi (pagati tra i 15 e i 40 euro), trattengono il 10% per loro, e il resto lo versano alla discoteca: dunque, più ragazzini entrano, ovviamente non solo per ballare ma per bere e sballare, più i Pr del locale guadagnano.

Tanti guadagni

E così anche la discoteca. Ma nessuno controlla: tanto più che con il ticket di “Lista Tavoli” si ha oltre ingresso anche lista free alcolici, o portati direttamente ai tavoli per la consumazione: e nessuno verifica chi beve e se chi beve ha l’età per poterlo fare. Un fenomeno che va avanti da tempo, spiegano gli inquirenti, che ha avuto il picco nei due episodi di sabato 23 febbraio.

Sei volte il minimo

Quella notte all’interno del “Madam” i due giovani 15enni sono stati colti da malore e ricoverati al Pronto Soccorso e in pediatria al S. Anna coi tassi alcolemici che dicevamo (2.25 e 2.89), sei volte maggiori del tasso minimo per guidare, quello 0.5. Da questi due episodi, gravissimi, con uno dei due salvato dall’infarto, sono partite le indagini che non si sono fermate e non si fermeranno. Indagini con accessi interni al locale che hanno messo in luce anche e soprattutto che le regole non esistono, o meglio non vengono rispettate da chi serve da bere nel locale. Anche fuori dagli orari consentiti, ad esempio tra le 3 e le 6: divieto assoluto, ma invece come hanno accertato gli ispettori della Polizia, i barman di turno, versavano alcol. Cadendo dalle nuvole, dicevano: «Non sapevamo di queste regole». Ora, sì. —





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