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Tariffe dei rifiuti Il consiglio si infuria e Toselli ritira gli atti sul regolamento

Tariffe dei rifiuti Il consiglio si infuria e Toselli ritira gli atti sul regolamento

Anche la maggioranza si è divisa sul deposito cauzionale Il sindaco: in Clara vanno riviste strategie e stato economico

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CENTO. Il futuro di Clara in bilico tra un sì o un no, tra una presa d’atto e un emendamento. E il sindaco Toselli, mercoledì al termine della seduta del consiglio comunale, davanti a una minoranza incalzante e a una maggioranza spaccata, opta per il ritiro degli atti.

Nodo del contendere il nuovo Regolamento per la disciplina della tariffa rifiuti corrispettiva. Su premesse e scelte dell’amministrazione centese il vicesindaco Maccaferri ha spiegato che nell’assemblea dei soci di Clara, «abbiamo valutato in maniera molto critica sia il piano economico finanziario del Cda, che prevedeva un aumento tariffario medio del 3, 5%, sia il Regolamento sulla disciplina della tariffa dei rifiuti a corrispettiva, in cui vi era l’espansione del piano economico/finanziario relativo al bacino ovest. Dopo una profonda discussione in assemblea, Cento, Bondeno, Terre del Reno e Poggio Renatico, hanno iniziato ad alzare la voce e hanno concordato sul no ad aumenti tariffari e all’introduzione del deposito cauzionale che produrrebbe aumenti di oltre il 10% sugli utenti».

LA MEDIAZIONE

In assemblea dei soci si è arrivati a una mediazione: «Approvati piani tariffari invariati rispetto al 2018 – ha riferito il sindaco – e la richiesta al CdA di Clara di un impegno verso la razionalizzazione e la produzione di un piano industriale per l’erogazione dei servizi ma con una riduzione dei costi, lievitati da 46 a 52 milioni di euro con media pro capite 230 euro (rispetto ai 150 in regione). Da rivedere modalità, stato del personale e struttura aziendale, per migliorare la situazione economica della società».

Mentre Poggio ha votato contro il Regolamento, «non presentato a Bondeno, la scelta della maggioranza centese – ha spiegato Toselli– in linea con Terre del Reno, è di presentare in aula la proposta di emendamento al Regolamento che stralci il deposito cauzionale. E ho avuto in merito rassicurazioni da parte di Atersir».

SEGNALE POLITICO

Per Toselli, un «segnale politico forte all’azienda: cosi non può andare avanti. Da domani in ogni modo, si apre una valutazione su Clara». Fortemente critiche le minoranze, con Fortini (Pd), Mattarelli (LpC), Giberti (Lega) e Lodi (Pd): «Due atti presentati all’ultimo, senza alcun passaggio in commissione. Nonostante abbia un proprio consigliere nel CdA, Cento in Clara non conta più nulla. L’azionista di riferimento si riduce ad andare a mediare in assemblea dei soci. Si propone un emendamento senza parere di regolarità tecnica o garanzie scritte. Tutto assurdo, ma soprattutto molto grave per Clara e i centesi».

IL NO DEL SEGRETARIO

Immediata la reazione del presidente del consiglio Matteo Veronesi: «Non accetterò un emendamento a un Regolamento approvato dall’assemblea dei soci. Si aprono profili di illegittimità». Poi l’intervento del segretario Clemente: «Dubito che Bondeno o Poggio abbiano fatto bene le cose, perché ritengo sia illegittimo non approvare il Regolamento. Le due delibere sono correlate: se si boccia il Regolamento, non è possibile procedere con l’atto delle tariffe. Inoltre le tariffe della Tari vanno approvate entro il 31 marzo, nel contesto del bilancio di previsione. L’emendamento politico rischia di creare una illegittimità: il consiglio è sovrano e si prenderà la responsabilità di una decisione che non può essere presa a ridosso del 31 marzo. Cento doveva dare direttive prima, nelle assemblee dei soci. In aula ci sono ora proposte di delibera legittime. Se non si approvano, si mette a rischio l’intera società».

A fronte dell’appello del segretario generale, seduta sospesa per un confronto. Una responsabilità che la maggioranza non si è voluta prendere. All’annuncio del ritiro, qualcuno ha applaudito, qualcuno è rimasto contrariato, in tanti hanno pensato, preoccupati, al futuro di Clara e dei suoi 450 dipendenti. —

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