Azzerati, la strada dell’arbitro Sì a tre domande su quattro
La media di risposte positive dell’Acf si alza. Il legale: viene rimborsato il 60% Sentenza Tercas, Lega e M5s vogliono chiedere i danni alla Commissione Ue
L’attesa ormai messianica della firma del ministro Tria sul decreto ristori per i risparmiatori Carife, alla quale si aggiunge quella sulla richiesta danni alla Commissione europea, è solo parzialmente stemperata dalle notizie piuttosto incoraggianti che arrivano sul altri fronti. L’arbitrato Consob, ad esempio, si sta rilevando meno ostico del temuto per molti azzerati, a giudicare dai riscontri sull’ammissibilità delle domande e sull’entità dei rimborsi, che si aggirano in entrambi i casi sul 70%.
ammessi e risarciti
La Relazione annuale dell’Acf, l’arbitro che la Commissione Ue avrebbe voluto a sovrintendere il processo di rimborso statale agli azzerati, non distingue tra i risparmiatori delle varie banche. I numeri complessivi dell’attività 2018 sulle richieste di risarcimento per misselling sono quindi riferiti al complesso dei 1.824 ricorsi, sostanzialmente in linea con l’anno precedente, che però era stato condizionato dalla massa di ricorsi delle due venete. Hanno superato il vaglio dell’Acf 1.408 domande, pari al 77,2%.
Quale sia il livello di copertura della perdita riconosciuta non è ricavabile dai dati statistici forniti dall’Acf, ma qualche indicazione qualitativa si può dedurre da chi opera sul campo. È il caso di Massimo Cerniglia, legale romano tra i più impegnati sul fronte del risparmio tradito, che cura gli interessi di centinaia di azzerati ferraresi. «Finora l’Acf ha analizzato le richieste di una decina di ex Carife da me tutelati, per importi anche rilevanti: parliamo di centinaia di migliaia di euro, in certi casi. Una volta ottenuto il riconoscimento, la media del rimborso che viene assegnato si attesta attorno al 60%». Si tratta di quote significativamente superiori a quelle segnalate dalle associazioni dei consumatori, anche se è evidente che l’Acf è influenzata dalle condizioni soggettive di chi presenta ricorso, e quindi risulta difficile generalizzare. In ogni caso, questa strada è meno conveniente del rimborso automatico statale, in quanto è necessario presentare una documentazione e anche riconoscere un onorario al legale.
risarcimento perchi?
Nel frattempo i gruppi senatoriali M5s e Lega hanno depositato una mozione per chiedere al governo di «esigere dalla Commissione Ue i danni per aver provocato le crisi bancarie». La richiesta arriva sulla scia della sentenza del Tribunale Ue che ha negato la sussistenza di aiuti di Stato nel caso del finanziamento del Fondo interbancario per il salvataggio di Tercas. Nella mozione si parla esplicitamente anche di PopBari ma anche «per i riflessi sulle crisi bancarie successive». Secondo stime prudenziali dei firmatari, i danni ammonterebbero ad almeno 12 miliardi, tenendo conto degli azzeramenti delle partecipazioni, dell’abbattimento del valore dei crediti deteriorati (delle banche fallite ma anche dell’intero sistema) e dei posti di lavoro persi. La mozione porta come prime firme quelle di Daniele Pesco (M5s) e Alberto Bagnai (Lega). Restano da capire due cose: nella mozione di citadno le venete, Mps e Carige, ma non le quattro azzerate tra le quali Carife; e poi, se i soldi arrivassero, a chi toccherebbero? —
Stefano Ciervo
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