In calo pesche e pere mentre decolla il kiwi
Meno impianti di pesche e nettarine, ma anche meno pere. Sale invece la coltivazione di kiwi e albicocche che fanno segnare incrementi sostanziosi.
I dati arrivano dai soci del Centro Servizi ortofrutticoli (Cso) e tracciano l’andamento dell’ultimo decennio e le prospettive del settore. In Emilia Romagna, per pesche e nettarine, il dato più evidente - questa l’analisi prodotta dal Cso - è la forte contrazione degli impianti, «oltre il 50% in meno in 10 anni, che sembra confermarsi anche nel prossimo triennio: -16% per le nettarine e -18% per le pesche». Non mancano però i segnali positivi «sotto l’aspetto qualitativo»: le preferenze oggi vanno verso le varietà di sapore dolce più adatte al gusto del consumatore, mentre sia per le pesche che per le nettarine si impongono « le varietà a maturazione tardiva, andando così a smussare il picco produttivo della prima metà del mese di luglio». Le superfici coltivate a pere dei soci Cso in Emilia Romagna sono calate del 16% in dieci anni. Per il prossimo triennio è prevista ancora una flessione. Sale invece la superficie con kiwi a polpa gialla (tra i soci 12% degli impianti in produzione): la quota è prevista in crescita del 30%. Si è impennata, nel decennio, anche l’espansione delle albicocche (+ 30%). —
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