Solo silenzio e lacrime per l’ultimo saluto all’operaia
La cerimonia funebre nella camera mortuaria del Mazzolani-Vandini La donna ha perso la vita mentre in moto viaggiava col marito sull’autostrada
ARGENTA. Nel loro dolore, nel silenzio, abbracciati l’un con l’altro, si sono incamminati verso l’uscita della camera mortuaria dell’ospedale di Argenta. Lui, Livio Mercatelli, il padre di Daniela, con a fianco la moglie e la figlia Michela. Ad ogni passo, si sono lasciati dietro e solo per qualche istante, il carro funebre con le spoglie della loro amata, morta nei giorni scorsi in un tragico incidente stradale sull’A13.
IL LUTTO
Papà, mamma e sorella, si sono incamminati solamente per anticipare l’uscita del carro funebre che poi, una volta saliti in macchina, hanno di nuovo seguito fino alla cremazione a Molinella, in provincia di Bologna. Ecco, quell’immagine di tre persone che camminano sole lungo il vialetto, riassume il vuoto lasciato dalla scomparsa di una figlia di cinquanta anni.
IL CORDOGLIO
Un passo dopo l’altro con dignità. La stessa dignità che hanno mostrato di fronte a tante gente che ieri mattina non ha voluto mancare all’ultimo saluto a questa donna che assieme al marito è rimasti coinvolti in un tamponamento mentre si trovavano in sella alla loro moto.
Persone che non ha nascosto la propria stima alla famiglia di Livio e fra questi i suoi amici che per nove anni, hanno collaborato nella manutenzione del campo dell’Argentana (era presente il direttore sportivo Gianpietro Mazzanti). Così pure sono giunti da Conselice i colleghi di lavoro del marito di Daniele, ancora ricoverato a Bologna. «Siamo troppo amici e non potevamo mancare al funerale di sua moglie», dice uno di loro che abita ad Argenta. Increduli e a distanza di giorni, si chiedono come possa essere successo un incidente così visto che il loro amico-collega di lavoro in un’azienda metalmeccanica, era molto scrupoloso e prudente in moto.
GLI AMICI
Silenziose nelle loro divise bianche del vicino ospedale, c’erano anche le colleghe di Michela, sorella di Daniela per non parlare degli altri colleghi della Tpv dove la defunta lavorava.
Altrettanto colpiti amici e parenti che in quei pochi minuti dall’uscita del feretro per poi essere riposto nel carro funebre, si sono stretti attorno alla famiglia Mercatelli, in un lungo e silenzioso abbraccio: sinonimo di affetto, stima e riconoscenza.
Giorgio Carnaroli
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