L’Asl e la carenza di medici «Ok ai camici in pensione»
Un atto dell’azienda autorizzerà incarichi temporanei a specialisti in quiescenza L’ospedale Sant’Anna non esclude la possibilità ma punta sugli specializzandi
Veneto, Molise e Friuli Venezia Giulia hanno aperto la strada in Italia. Ora per i medici in pensione che desiderano rientrare al lavoro la via è spianata anche a Ferrara. L’Asl avrebbe già iniziato a batterla con un bando destinato agli anestesisti (andato deserto) ma ci riproverà nei prossimi giorni con un avviso destinato a specialisti in discipline di area medica e di area chirurgica. Per quei ruoli temporanei, in attesa di poter contare su graduatorie per incarichi definitivi, potranno candidarsi anche i camici usciti dal servizio per raggiunti limiti di età.
Per un altro tipo di incarico, i turni di guardia al Punto di primo soccorso di Comacchio, l’Asl ha deciso di rivolgersi a personale (in questo caso non pensionati) in libera professione.
Il motivo della decisione è spiegato nel documento che dispone l’avvio della ricerca di personale: «L’impossibilità di utilizzare risorse professionali all’interno dell’azienda, considerata la carenza complessiva del personale medico dell’unità operativa (il punto di primo soccorso dell’ex San Camillo, ndr) e la necessità di garantire nel periodo estivo le ferie ai dipendenti, che comporta una ulteriore contrazione del personale in servizio».
Circolari e delibere. Una circolare esplicativa della legge Madia, del 2014, di fatto ha “sdoganato” in sanità l’impiego di professionisti usciti dal servizio pubblico per motivi anagrafici: «Non è escluso il conferimento a soggetti in quiescenza di incarichi professionali, quali quelli inerenti ad attività legale o sanitaria, non aventi carattere di studio o consulenza».
Ha suscitato clamore, nei giorni scorsi, la notizia dell’anestesista 84enne in servizio in una struttura sanitaria mestrina subito affiancata da quella della delibera approvata il 26 marzo dalla Regione Veneto che autorizza il richiamo di medici in quiescenza quando la ricerca di personale non produce risultati.
Chi entra e chi esce. Una opportunità che ancora l’azienda Sant’Anna ha deciso di non sfruttare ma che non viene esclusa dal direttore amministrativo, Savino Iacoviello. «Stiamo valutando alcuni aspetti legati all’adozione di una norma che possa includere anche il richiamo di personale in pensione», annuncia il manager. Un regolamento che consente la permanenza in ospedale di medici collocati a riposo è stato adottato nel 2018 ma disciplina gli incarichi «a titolo gratuito» con l’obiettivo di non disperdere il patrimonio d’esperienza acquisito da professionisti particolarmente qualificati. Il Sant’Anna l’avrebbe applicata, finora, solo in un caso. Per gli incarichi operativi assegnati a pensionati con compenso, invece, l’azienda sanitaria non si è ancora mossa concretamente. Lo sta facendo per inserire in servizio specializzandi del 4° e 5° anno (con livelli di autonomia diversi e la guida di un tutor), da retribuire per l’attività assistenziale svolta durante il corso di specializzazione e non in libera professione. Un iter amministrativo che richiede l’ok dell’università e la modifica delle regole che disciplinano la specializzazione. –
Gioele Caccia
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
