«Questa scoperta archeologica può cambiare i libri di storia»
La soprintendente Guarnieri: primo rinvenimento di questo tipo nel Ferrarese I reperti potrebbero riferirsi a una villa o ad una mansio di epoca romana
ARGENTA. «Una villa o una mansio (in età imperiale, era una stazione di posta lungo una strada romana con funzioni principale di riposo e ciò ne determina nuove e più complesse strutture, ndr). Al momento è difficile dirlo, occorre scavare, certo è che quanto visto ha una vita molto lunga, con anche materiale del VI secolo dopo Cristo e tutto questo farà cambiare i libri di storia».
È l’aggiornamento dato da Chiara Guarnieri, ispettore della soprintendenza di Bologna, nel convegno che si è tenuto ieri mattina al centro Mercato su Rinascimento Argentano. Un incontro aperto dal vicesindaco Andrea Baldini, che ha invitato gli archeologi ad approfondire per capire «cosa c’è sul nostro territorio e mantenere viva la memoria».
IPOTESI SCARTATA
Scartata dunque la vaga ipotesi che la scoperta archeologica alle porte di Argenta potesse riferirsi ai resti di un’osteria, la Guarnieri, ha fornito le ultime notizie sugli i scavi eseguiti con il supporto del Gruppo archeologico ferrarese, il Lions Argenta e i volontari del rione San Domenico.
Che si tratti di un sito di età romana, la Guarnieri, non ha dubbi e la straordinarietà di questo rinvenimento sta nel fatto che «in letteratura – ha detto –, Argenta compare solo nell’Alto Medioevo».
LA SCOPERTA
Il tutto nasce alcuni mesi fa, quando due agricoltori, arando, scoprono un campo di cocci. Ne mettono un po’ in una scatola di scarpe e che viene poi portata all’attenzione della Guarnieri. Partono i primi accordi, s’inizia a scavare. E dallo scavo sono emersi «una vasca in pendenza con pavimentazione a spina di pesce – ha spiegato l’ispettrice – , ceramiche della prima età imperiale, pezzi di laterizio, un muro con un bollo che oggi non ha confronti. Poi, una buca di palo per la copertura di un tetto, una chiave in bronzo: sicuramente una zona produttiva».
il futuro
Sulle prospettive future, come detto, Chiara Guarnieri ha parlato di una villa o di una mansio con materiale anche del sesto secolo d.C.. Ma la novità vera di questo evento, Chiara Guarnieri l’ha riservata alle peculiarità: «È la prima testimonianza romana nel Ferrarese che farà cambiare i libri di storia – ha annunciato –. Auguriamoci, però, che qualcuno si prenda a cuore tutto questo e lasci lavorare noi che abbiamo gli strumenti per farlo. So che il nostro lavoro disturba – ha concluso –, ma per capire queste peculiarità, servono tempo e sostegno».
Il convegno è proseguito con interventi di Benedetta Bolognesi su “Quando Argenta era un castello”, di Michele Bondanelli su “Percezioni e linguaggi architettonici dall’Argenta antica”, di Luisa Roncarati su “Renata di Francia al palazzo estense di Argenta”, di Cecilia Vicentini su “La pala di Garofalo ad Argenta” e di Giuseppe Lipani su “Theatrum orbis miraculum. G.B. Aleotti tra teorie e prassi teatrali”.
Giorgio Carnaroli
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