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Clara, costi in aumento e mancati incassi Arriva il deposito cauzionale ma è scontro

Davide Bonesi
Clara, costi in aumento e mancati incassi Arriva il deposito cauzionale ma è scontro

Il Regolamento 2019 è stato approvato dall’assemblea dei soci: ora i sindaci chiedono lo stop a novità e rialzo tariffe 

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Il 31 marzo era il giorno indicato per la scadenza dell’approvazione del nuovo Regolamento per la disciplina rifiuti corrispettiva, così come da indicazione della Regione e di Atersir, l’agenzia regionale per i servizi idrici e rifiuti. Regolamento che nei Comuni seguiti da Clara era già stato approvato dagli stessi Comuni soci in sede di presentazione (da parte di Clara) del Piano economico finanziario. Eppure, nel corso della settimana quando tale Regolamento è arrivato sui banchi dei consigli comunali in tutta la provincia (o quasi) non sono mancate polemiche e discussioni. Ma solo limitatamente all’area dell’Alto Ferrarese, dove si sono verificate profonde spaccature, perfino all’interno della stessa coalizione (è il caso di Poggio Renatico).

i costi

Alla base delle proteste, in particolare, la richiesta di un deposito cauzionale per chi non paga in modo automatico (attraverso il proprio conto in banca) bensì attraverso il bollettino postale. Questa novità è stata letta come un modo per colpire nuovamente le tasche degli utenti, proprio quando l’aspettativa era invece quella di avere una riduzione dei costi. I rappresentanti di Cento, Bondeno, Poggio Renatico e Terre del Reno in sede di assemblea di Clara hanno concordato per il no ad aumenti tariffari ed anche la mancata introduzione del deposito.

Premesso questo, perché le proteste sono scattate solo nell’Alto Ferrarese? Perché qui è inevitabile tornare al maggio 2012 e al terremoto. Da allora le tariffe sono state bloccate, mentre i costi sono inevitabilmente aumentati e dopo la fusione tra Area e Cmv non sono più spalmabili tra Cmv energia impianti, Cmv servizi e Atr.

Altra notevole differenza rispetto a tutti gli altri Comuni (eccetto Ferrara e Argenta non gestiti da Clara, mentre Comacchio è considerato a parte) è che nell’Alto Ferrarese i mancati incassi (utenti che non pagano) tocca punte superiori al 7%, mentre negli altri Comuni dopo quattro anni si attestano al 3%.

le conseguenze

A pesare, inoltre, sul bilancio per l’Alto Ferrarese altre due voci importanti, ossia i costi relativi al 2018 (circa 400mila euro) e quasi 200mila euro per la discarica di Sant’Agostino, entrambi indiretti perché non relativi al 2019.

Come è stato spiegato in diverse occasioni dai vertici di Clara, il funzionamento è un po’ quello dei vasi comunicanti, ossia se i ricavi sono meno (per i mancati incassi) la parte mancante va inserita nel nuovo Piano economico finanziario. Ultimo aspetto, il recupero dei mancati incassi hanno un costo (leggasi voce “Recupero crediti) e spesso tanta fatica non porta ad avere dei risultati. E qui entra in gioco la novità del Regolamento 2019.

la garanzia

Scopo del deposito cauzionale è chiaramente quello di coprire i rischi dai mancati introiti. Tale deposito è per gli utenti sprovvisti di pagamento bollettini in automatico e, dunque, potenzialmente dei “non pagatori”. Chiaramente, dalla parte dei tanti utenti che pagano mediante bollettino significo un ulteriore esborso, da qui le proteste sollevate all’interno dei consigli comunali.

l’informazione

Da valutare ora le posizioni dei Comuni dell’Alto Ferrarese che hanno mandato un «segnale politico forte all’azienda: così non può andare avanti.... Si apre una valutazione su Clara», parole del sindaco centese Fabrizio Toselli durante l’ultimo consiglio comunale. Come spiegato, oltre a piani tariffari identici al 2018 anche per il nuovo anno, in sede di assemblea dei soci dall’Alto Ferrarese è arriva una richiesta al CdA di Clara di ridurre i costi dei servizi e qui nascono i problemi ed un nuovo fronte di discussione, anche perché il Regolamento regionale era stato approvato dall’assemblea soci.

E non va dimenticato che i sindacati generali di Ferrara hanno criticato pesantemente i sindaci dell’Alto Ferrarese, anche in considerazione del fatto che lo scorso mese di ottobre gli stessi sindacati avevano concluso l’accordo con Clara (dopo aspri scontri), per l’assunzione a tempo indeterminato di 16 addetti e la conferma (al 31 marzo) di 60 contratti a termine. —



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