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i costi dell’accoglienza 

Cure sanitarie per stranieri La “fattura” è di 600mila euro

Cure sanitarie per stranieri La “fattura” è di 600mila euro

Circa la metà, tra 2015 e 2016, è stata spesa per assistere cittadini senza permesso Altri 200mila per cittadini Ue e per indigenti europei

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L’Asl ha appena stipulato un nuovo accordo biennale con il Sant’Anna per l’assistenza sanitaria alle persone straniere. «Si tratta di un atto di routine», spiegano in via Cassoli perché regola le competenze economiche relative alle prestazioni specialistiche e ai ricoveri che vengono erogati a particolari categorie di utenza dall’azienda ospedaliera.

Si tratta comunque di cifre di riguardo, che superavano nel 2015 i 700mila euro e che sono andate calando nel tempo. La qualifica di paziente straniero è legata all’assenza della cittadinanza ma anche all’inquadramento del cittadino in ambiti definiti da leggi e accordi che individuano le varie forme di immigrazione, i territori di provenienza delle persone a cui viene riconosciuto il diritto all’assistenza (Ue, Spazio economico europeo, Svizzera, trattati bilaterali con altri Paesi del mondo), i cittadini stranieri in condizione di indigenza titolari di codice Eni,

L’accordo che disciplina il trattamento sanitario di queste persone vale diverse centinaia di migliaia di euro all’anno (per gli anni più recenti i costi sono stati ripartiti in maniera diversa fra ministero dell’Interno e Regioni).

Tornando indietro agli anni 2015 e 2016 è possibile farsi almeno un quadro che indichi approssimativamente l’ammontare della spesa sanitaria per ricoveri, prodotti farmaceutici, prestazioni specialistiche erogati a favore di cittadini stranieri. Quello che emerge sommando le varie voci sia per il 2016 che per il 2015 è che questo capitolo del bilancio, in quegli anni, pesava per circa 6-700mila euro sul bilancio Asl e che dal 2015 al 2016 l’importo si è abbassato di alcune decine di migliaia di euro. Per l’assistenza a stranieri irregolari il S. Anna fatturava oltre 300mila euro l’anno (cure ambulatoriali e ospedaliere, medicina preventiva, gravidanza, maternità, minori, malattie infettive). Oltre 200mila euro sono state rimborsate all’ospedale per la presa in carico di cittadini Ue e provenienti da Paesi firmatari di accordi di reciprocità, oltre 180mila euro per indigenti dell’Ue; di 200mila euro circa era invece il costo di cure erogate a ferraresi all’estero. —

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