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L’Anaao notifica l’altolà sui medici pensionati: l’atto va contro la legge L’Asl: noi andiamo avanti

Gi.Ca.
L’Anaao notifica l’altolà sui medici pensionati: l’atto va contro la legge L’Asl: noi andiamo avanti

È già scontro sull’intenzione di impiegare a Ferrara camici a riposo Il direttore generale Vagnini: mancano gli specialisti, siamo obbligati 

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la polemica

Stop all’impiego di medici pensionati in libera professione. La lettera firmata dall’Anaao, indirizzata al Sant’Anna e all’Asl, riporta la data di ieri e contesta la scelta, già espressa dall’azienda sanitaria e in corso di valutazione da parte dell’azienda ospedaliera, di inserire in servizio medici in quiescenza, sulla scia di quanto già avvenuto in Veneto, in Molise e in Friuli. L’obiettivo del sindacato è bloccare ogni provvedimento che autorizzi i camici a riposo a tornare in corsia con incarichi operativi retribuiti.

L’Asl - come già illustrato dalla “Nuova” - sta lavorando a un atto che consentirà a breve, in assenza di candidature di specialisti in “età da lavoro”, di utilizzare anche medici in pensione negli ospedali del territorio. Il Sant’Anna non esclude una decisione che vada nello stesso senso.

Il divieto di cumulo

«Abbiamo appreso dalla stampa dell’intenzione di conferire incarichi di lavoro di natura libero-professionale a personale medico in quiescenza – sottolinea il sindacato dei medici ospedalieri – Riservandoci di verificare la legittimità delle disposizioni in tal senso, cogliamo l’occasione per ricordare che il Dpr 758/65 vieta il cumulo dei trattamenti economici nei casi in cui il nuovo servizio costituisca derivazione del precedente rapporto di lavoro che ha dato luogo alla pensione. In tal caso sarà nostra cura segnalare i singoli episodi alla procura della Corte dei Conti». L’Anaao si appella all’art. 4 del decreto, che tra i motivi che escludono la possibilità di cumulare pensione e reddito da lavoro cita la «nomina senza concorso nello Stato conseguita in derivazione o in continuazione o, comunque, in costanza di un precedente rapporto di impiego, rispettivamente, con lo Stato».

La replica del manager

L’Asl però non intende fare marcia indietro. «Non ci fermiamo - spiega il direttore generale dell’Azienda sanitaria locale, Claudio Vagnini - perché non abbiamo molte altre scelte per far funzionare il sistema sanitario. La carenza di specialisti è sotto gli occhi di tutti, siamo di fronte a una vera emergenza e siamo stupiti che il sindacato abbia deciso di assumere un atteggiamento di totale chiusura». Vagnini chiude con una battuta che contiene tutta l’amarezza di chi, così fa capire, si trova con le spalle al muro: «Vogliono portarci davanti alla Corte dei Conti? - ribatte - L’’Anaao sappia che l’alternativa, per noi, se non garantiamo il servizio è di dover rispondere a un giudice del tribunale penale».

Il sindacato boccia anche il possibile impiego di specializzandi agli ultimi anni - questa la posizione dei Giovani Medici Anaao in un comunicato pubblicato ieri - e chiede il finanziamento di almeno 10mila contratti di specializzazione a livello nazionale oltre a un’azione per tentare di sostituire le uscite per pensionamento accelerate dall’introduzione della “Quota 100”. Tutto finalizzato a invertire la tendenza all’espansione «dell’imbuto formativo che entro pochi anni rischia di raggiungere la cifra di 20.000 medici laureati che aspettano di poter fare la specializzazione». —

Gi.Ca.

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