La “banda del buco” in azione a Borgo Punta Razzie in casa e garage
Alle prime ore di ieri prese di mira le villette di via Chizzolini I ladri sono entrati praticando fori nei portoni delle rimesse
Ladri veloci e silenziosi, e con obiettivi chiari. E’ stata una nottata che ha lasciato il segno tra domenica e ieri, nel quartiere Borgo Punta: dove la banca del “buco” ha colpito ancora. Ad essere colpite sono state le villette in fondo a via Chizzolini o meglio i garage che danno sul retro delle abitazioni e che sbucano su Piazzale Broni, zona tranquilla e frequentata dagli abitanti. Così, per i ladri è stato facile eseguire il classico “buco” nelle porte basculanti per poi agire nel meccanismo di apertura del garage ed entrare all’interno.
Beffa e tanti danni
Ad aggravare il tutto è la presenza in molte abitazioni della porta di comunicazione con l’abitazione: «Sono entrati nel garage e da li hanno forzato la porta che da nel salone, riuscendo a rubare un pc, un telefono cellulare e anche il contante nella borsa di mia moglie», spiega Davide Nardi, che non si era ancora accorto di nulla, fino a quando a restituire la borsa della moglie sono stati i carabinieri. La borsa è stata infatti rinvenuta da alcuni abitanti della zona, che già avevano richiesto l’intervento all’Arma nelle prime ore, proprio appena si sono accorti della serie di furti».
Rumori nella notte
«Questa notte, verso le 4 avevo sentito un rumore, ma pensavo fossero stati i vicini che andavano in bagno, invece stamane l’amara sorpresa» ha concluso Nardi. In uno dei garage visitati, probabilmente spaventato dall’improvvisa visita dei ladri è addirittura scappato un gatto, fa sapere un abitante della zona attraverso l’attivissimo gruppo whatsapp di controllo del vicinato.
Altri furti
In altre villette i ladri invece non sono riusciti ad introdursi nelle abitazioni per la mancanza della porta di comunicazione tra garage e abitazione, fatto molto importante considerate le modalità dei furti. L’invito da parte delle forze dell’ordine è quello di non esitare a chiamare immediatamente il 112 o il 113 per segnalare sospetti. —
Stefano Balboni
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