La rete delle farmacie e i pazienti cronici Sugli scaffali anche la terapia per i polmoni
Protocollo tra Regione, Federfarma e Assofarm per distribuire i medicinali di alcune categorie di malati più vicino a casa
Un nuovo pacchetto di servizi destinati ai pazienti cronici e alle famiglie, che includono anche la distribuzione di alcuni vaccini, di presìdi sanitari da usare a domicilio e la consulenza per l’apertura e la gestione del Fascicolo Sanitario Elettronico. È il contenuto del protocollo d’intesa firmato nei giorni scorsi dalla Regione, da Federfarma e da Assofarm, che affida alle farmacie del territorio nuove funzioni che nei prossimi mesi saranno definite, con l’adozione di specifiche linee guida, dai tavoli tecnici in fase di attivazione.
Il punto di fiducia
La novità più rilevante, perché rappresenta una sorta di primo passo per un coinvolgimento delle farmacie nell’assistenza dei malati cronici, prevede l’introduzione dell’erogazione a “pacchetto di terapia”.
Alcune tipologie di utenza (si parte con i malati di broncopneumopatia cronica ostruttiva, bpco) avranno come riferimento una farmacia “di fiducia”, che dovrà essere specificamente indicata, «dove prelevare i farmaci che oggi vengono distribuiti in modalità diretta, cioè dalle farmacie ospedaliere», spiega Stefania Menegatti, presidente di Federfarma Ferrara. Menegatti aggiunge che il nuovo “canale”, in base all’accordo siglato, potrebbe essere ampliato in una fase successiva anche a pazienti affetti da altre malattie invalidanti, come la sclerosi multipla.
La Regione arriva a calcolare una platea possibile di oltre 20mila assistiti «in diversi ambiti clinici». Il servizio consentirebbe al paziente cronico e a chi lo assiste di rivolgersi alla farmacia più vicina per il ritiro dei farmaci ma anche per «l’erogazione di tutte le terapie e le attività di formazione e informazione relative al corretto utilizzo dei farmaci prescritti», come precisa la Regione.
L’innovazione, se andrà a regime, sarà utile soprattutto per chi abita nelle frazioni, nelle periferie dei comuni e nei piccoli paesi, dove spesso la «farmacia rurale (in provincia ce ne sono 67, delle quali 54 sussidiate per il ruolo di “supporto sociale” che viene loro riconosciuto) è uno dei pochi servizi presenti sul territorio».
Tra le possibilità che saranno testate sarà probabilmente sperimentato anche il recapito dei farmaci a domicilio.
la presa in carico
Con la nuova procedura, inoltre, la farmacia potrà supportare il medico di base e il personale coinvolto nella gestione domiciliare della cronicità nella vigilanza su aspetti come l’aderenza alla terapia. Per Michele Balboni, direttore dell’Afm (11 esercizi a Ferrara, nella trattativa rappresentati da Assofarm) «si comincia finalmente a sperimentare, anche da parte delle farmacie, la presa in carico del paziente».
Balboni e Menegatti sottolineano la necessità di formare il personale «che dovrà gestire funzioni che richiedono competenze sotto il profilo della privacy e burocratico». —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
