Locomotiva Emilia Una regione dall’export record con dati in crescita
L’importanza della rete dei tecnopoli e delle Università Bandi alle aziende per 35 milioni per progetti industriali
Da quattro anni prima per crescita, occupazione ed export procapite in Italia e alla pari delle aree più avanzate d’Europa, l’Emilia-Romagna spinge l’acceleratore sulla attrazione di investimenti nei propri territori, dove già grandi Gruppi, sia stranieri sia italiani, hanno deciso di aprire nuovi siti produttivi o di potenziare quelli esistenti: ed è già aperto il terzo bando da 35 milioni di euro a disposizione delle aziende per progetti industriali da realizzare nel territorio emiliano-romagnolo e basati su ricerca e sviluppo e la creazione di nuovi posti di lavoro stabile (nei due precedenti, incentivi regionali per 52 milioni a sostegno di iniziative d’impresa che hanno generato investimenti complessivi per 160 milioni e circa 1.400 assunzioni di personale in gran parte altamente qualificato).
Il patto per il lavoro
Una programmazione di lungo periodo e investimenti finalizzati a una politica anti-ciclica basata sull’effetto moltiplicatore dei fondi pubblici – regionali, statali ed europei - stanziati o programmati nell’ultimo quadriennio, per un volume di risorse complessive mobilitate di quasi 20 miliardi, coniugando sviluppo e sostenibilità. È questo la risultante del patto con lo sviluppo che la giunta ha firmato con le associazioni di categorie e i sindacati.
Tecnopoli e università
Il segreto è aggiungere anche le tante professionalità, alla Rete dei Tecnopoli, che unisce le quattro Università regionali al mondo delle imprese, alla logistica e alla qualità della vita, l’innovazione digitale, con un progetto che, ruotando attorno al Tecnopolo sui Big Data e l’Intelligenza artificiale realizzato a Bologna, prevede un investimento che potrà arrivare a 360 milioni di euro: 100 milioni di euro per le infrastrutture necessarie al Tecnopolo, 100 milioni solo nel 2019 per sostenere ricerca industriale e l’alta formazione e i 35 milioni del bando per l’attrattività. A questi, potrebbe aggiungersi l’operazione da 125 milioni di euro legata al possibile arrivo di un nuovo potentissimo computer, sempre all’interno del Tecnopolo, che farebbe scalare l’Emilia-Romagna dal 19º al 5º posto al mondo per capacità di super calcolo, facendone la piattaforma europea e hub internazionale del digitale.Con lo sguardo rivolto agli investitori esteri, il presidente della Regione ha illustrato il sistema Emilia in un incontro ospitato a Milano, sede associazione Stampa Estera.
Export record
La regione è leader mondiale nei settori automotive, macchine per imballaggio, piastrelle, prodotti alimentari e benessere, con eccellenze in molti altri comparti che vanno dal biomedicale alla moda. È fra le prime 10 aree geografiche esportatrici d’Europa: le vendite all’estero di beni e servizi delle sue imprese hanno raggiunto livelli record nel 2018, arrivando a 63 miliardi di euro (+5,7% sull’anno precedente), con lo storico sorpasso sul Veneto (che pure vanta una performance d’eccellenza e ha mezzo milione di abitanti in più) e il primato italiano per valore pro-capite, che ha superato i 14mila euro. Circa il 50% del fatturato del manifatturiero è realizzato all’estero, settore che con 120 mila euro per addetto di quota export prodotta registra il dato più elevato in Italia. Numeri che si aggiungono a quelli sulla disoccupazione, passata dal 9% del 2015 al 5,9% di oggi, con il tasso di occupazione che ha superato il 70%, il più alto nel Paese. —
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