La Nuova Ferrara

Ferrara

lido estensi 

Serate senza limiti Per gli stabilimenti il freno resta tirato

Annarita Bova
Serate senza limiti Per gli stabilimenti il freno resta tirato

Tavolo del Turismo sulla possibilità di fare musica nei Bagni «Bisogna ragionare bene, si rischia di fare pasticci» 

2 MINUTI DI LETTURA







Il limite delle 16 serate di movida estiva è superabile. La Regione Emilia Romagna ci sta lavorando, le porte sono dunque aperte e i singoli Comuni stanno prendendo atto della questione. Oggi a Comacchio si riunisce il tavolo del Turismo per affrontare la questione e la strada in realtà è più un salita di quello che si possa immaginare.

le perplessità

In linea di massima tutti i rappresentanti delle associazioni di categoria che operano sul territorio sono favorevoli all’eliminazione dei limiti, «ma bisogna discuterne molto bene - fa presente Luca Callegarini, Confesercenti - Il punto è in questo caso si va ad intervenire in ambito regionale e non locale. Ecco quindi che bisogna capire in che direzione si muoveranno gli altri, dalla Romagna alle città metropolitane e anche Ferrara. Per noi sulla costa certamente è una grande cosa, non sarei così sicuro che nelle città l’idea possa essere accolta così bene».

i comuni

Non solo, a decidere come muoversi dovranno essere i singoli Comuni, «e anche questa è un’arma a doppio taglio, non va bene...le regole dovrebbero essere uguali per tutti, proprio per garantire tutela a tutte la categorie che operano sul territorio», continua Callagarini.

Va specificato che al momento chiunque può fare musica fino ad una certa ora. «Limitazioni che negli anni abbiamo concordato anche con chi sui Lidi viene in vacanza per stare tranquillo, come anche fondamentale è il rispetto dei limiti legati al volume».

in sintesi

Perché quindi tutte queste perplessità? «Perché bisogna ragionare bene e non andare sempre di pancia - conclude Callegarini - Questo perché se poi gli altri cambiano rotta gli stabilimenti ci vanno solo a rimettere». Quale quindi la soluzione? «Noi restiamo dell’idea che la cosa migliore sia battersi perché gli stabilimenti che vogliono fare musica vengano riconosciti come discoteche e che vengano dunque date permessi e licenze. In questo modo poche sarebbero i malumori e le polemiche e intanto potremmo andare avanti per la nostra strada. Questo non toglie che intanto diciamo sì al superamento del limite». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google