Comunità riunita per dare l’ultimo saluto all’amato chef
Familiari, amici e clienti ai funerali di Valieri, morto a 64 anni Il ricordo: «Dietro al bancone dispensava sempre sorrisi»
PORTOMAGGIORE. Era inevitabile che ieri mattina la chiesa di Portomaggiore fosse gremita (nonostante il giorno lavorativo) per l’ultimo saluto a Bruno, lo chef e pasticciere morto sabato scorso all’età di 64 anni, lasciando nel dolore la a moglie Doriana, il figlio Marco e l’amata nipotina.
Inevitabilmente il pensiero dei tanti presenti è andato alle tantissime volte in cui hanno incontrato Valieri all’interno del suo locale, la pasticceria Dolce Salato (in via Garibaldi). Perché era un punto di ritrovo per tantissime persone, non solo quelli residenti nel Portuense.
la morte
Il decesso improvviso di Valieri ha destato da subito grande cordoglio nella comunità di Portomaggiore. La morte è avvenuta sabato mattina nella sua abitazione: il 64enne ha accusato un malore che lo ha fatto cadere a terra e battere la testa sul pavimento di casa, dove è stato trovato dai suoi familiari quando era già privo di conoscenza. I soccorsi che gli sono stati prestati si sono rivelati purtroppo inutili. Valieri, fra l’altro, soffriva già di alcuni problemi di salute.
La notizia della sua morte è corsa immediatamente di bocca in bocca, anche perché la pasticceria da lui gestita è da anni uno dei locali più frequentati del centro di Portomaggiore, con un angolo ristorante in cui proponeva anche piatti della tradizione ferrarese. «E dietro al bancone del suo locale - dicono gli amici - Bruno ha sempre dispensava sorrisi e grande simpatia nei confronti di chiunque, spesso indossando il copricapo da chef».
le passioni
La cucina era sicuramente il grande amore del 64enne, chiamato anche in veste di giurato nell’ambito della gara delle salame che si svolge a Sandolo. Ma un’altra grande passione era il ballo e ieri per l’ultimo saluto in chiesa a Portomaggiore c’erano gli amici ed i compagni delle serate danzanti.
Al termine dei funerali la salma è stata portata all’ara crematoria di Ferrara. —
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