La Nuova Ferrara

Ferrara

Filo 

Ex direttore di Cmr condannato a Ravenna

2 MINUTI DI LETTURA





FILO. Pier Bruno Caravita condannato a cinque anni, tre anni e otto mesi di pena per la moglie Patrizia Odessa. È quanto vale il fallimento di Marinagest e Sogemar secondo il giudice per l’udienza preliminare Andrea Galanti, che con la sentenza pronunciata ieri al tribunale di Ravenna ha chiuso (in primo grado) l’ultimo strascico giudiziario dell’intricata e sfortunata vicenda legata al crac di Marinara.

L’accusa nei confronti dell’imprenditore 71enne (già condannato a Ferrara per il crac della Cmr di Filo, di cui è stato direttore generale fino al 2008) e della moglie 55enne era di bancarotta fraudolenta, in qualitl di presidente e procuratore delle due società che avevano la gestione del porto turistico fino al 2011. Per entrambi il sostituto procuratore Lucrezia Ciriello aveva chiesto la condanna a 5 anni, comprensiva dello sconto di un terzo concesso dal rito abbreviato.

L’inchiesta era partita all’indomani del tracollo delle due società, capitolate nell’aprile del 2012. Avevano condiviso lo stesso destino di un’altra coop legata a Caravita, la Cmr di Filo d’Argenta, costruttrice di Marinara e dichiarata fallita dal tribunale di Ferrara nell’aprile 2011. Marinagest e Sogemar erano state entrambe incaricate da Seaser (tutt’oggi titolare della concessione demaniale) della gestione del porto turistico: alla prima erano affidati i posti barca e gli ormeggi, ; la seconda si occupava della parte a terra.

Su alcune contestazioni indicate nel capo d’imputazione è però arrivata l’assoluzione. I coniugi non sono stati ritenuti colpevoli della distrazione di fondi dalla Sogemar per il finanziamento di circa 60mila euro in favore della Myo per l’avviamento della società (fallita il 19 novembre 2011) con ulteriori 2. 400 a titolo di interessi, e nemmeno di altri 11. 700 euro mai incassati per l’affitto del ramo di azienda, sempre alla Myo. E per Marinagest, l’assoluzione è arrivata per il presunto finanziamento ad altre società del gruppo del valore di circa 292mila euro.

Per il porto turistico di Marina di Ravenna era seguito il lungo e travagliato cammino del rilancio, costellato in parallelo da altre vicende giudiziarie. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google