La Nuova Ferrara

Ferrara

memorial “falchetti”  

Sabato con il Coni per fare sport coi diversamente abili

Giovanna Corrieri

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Cambia format la manifestazione sportiva in ricordo di Fabio Falchetti che quest’anno si svolgerà sabato 6 aprile in piazza Municipale, nell’ambito delle iniziative del “Week End della Pace 2019” . «Per la seconda volta l’evento cambia impostazione e coinvolge tutta la disabilità» ha detto l’assessore allo sport Simone Merli, esprimendo soddisfazione per l’importante numero di società sportive coinvolte e per il lavoro fatto in questi anni con il Coni per la disabilità («abbiamo smesso di far decidere ai normodotati di cosa siano capaci i diversamente abili» è stata la sua riflessione). L’evento «all’insegna della solidarietà e del divertimento», come lo ha definito il responsabile organizzativo Andrea Ansaloni, prenderà il via alle ore 10 e coinvolgerà i ragazzi nelle più diverse attività: la mattinata sarà dedicata alle lezioni di danza, judo, pallamano integrata e canottaggio; poi «ci saranno due momenti di animazione nel primo pomeriggio – ha ricordato Ansaloni – con le attività dell’associazione sportiva Easy dance» e a seguire lezioni di scherma, canoa, bocce e, novità di quest’anno, tiro con l’arco. Tutto grazie alla collaborazione di ben 8 società, «un vero successo – per Francesco Alberti (delegato provinciale Cip) – che dà anche modo ai ragazzi, normodotati e diversamente abili, di comprendere come si svolge l’attività sportiva all’interno delle società e magari proseguire in futuro il percorso».

Inoltre la manifestazione vedrà la partecipazione di importanti atleti: il campione paralimpico di scherma, Emanuele Lambertini, e l’atleta alle paralimpiadi di canottaggio di Rio de Janeiro 2016, Luca Lunghi. E ci saranno anche «alcune contrade del Palio di Ferrara – ha detto Ansaloni – per dare il giusto risalto a questi ragazzi». Fra gli organizzatori della manifestazione c’è l’associazione di volontariato Afrika Twende che Vanni Falchetti, padre di Fabio, ha fondato in nome del figlio e che porta avanti progetti in Tanzania: «Dal 2002 ci occupiamo di due orfanotrofi, due ospedali, tre materne e abbiamo costruito l’ospedale». —

Giovanna Corrieri



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