La Nuova Ferrara

Ferrara

CitiEnGov ha coinvolto cinquanta famiglie  

Un progetto europeo per risparmiare energie

Emanuela De Domenico

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la novità

CitiEnGov è un progetto europeo che ha coinvolto per 3 anni, 3 città pilota, tra cui Ferrara, 50 famiglie (30 in Italia, 10 in Germania e 10 in Ungheria), e diversi soggetti pubblici nell’acceso dibattito sull’attuazione di nuove strategie di pianificazione energetica, sfruttando e migliorando le energie già esistenti e creandone di nuove, mitigando così i cambiamenti climatici.

L’assessore Caterina Ferri, intervenuta all’incontro di ieri al quale hanno partecipato oltre 30 rappresentanti provenienti da 7 Paesi europei, si è detta molto soddisfatta della riuscita dell’operazione sulla buona governance energetica, e ha messo l’accento sul fatto che i finanziamenti europei aiutano molto le città nella sensibilizzazione prima, e nella realizzazione dopo, di questi piani strategici. «Sicuramente l’approvazione del Paesc, Patto dei sindaci per il clima e l’energia sostenibile, ha dato nuova linfa ai già molti passi fatti da Ferrara su questo terreno; vogliamo rendere la nostra città più resiliente - ha detto ancora la Ferri - , capace di migliorare il rapporto con le energie e conseguentemente ridurre la produzione di CO2, l’anidride carbonica (riduzione che entro il 2030 si vuole portare a -41%)».

I cardini del progetto sono stati trasversali e hanno coinvolto Sipro, Agenzia provinciale per lo sviluppo, e i Comuni della provincia di Ferrara. E a proposito di cittadini sono stati una fetta importante del programma, con lo scopo di migliorare i comportamenti domestici in termini di risparmio energetico, in modo da ridurre sensibilmente i consumi in bolletta attraverso esempi pratici e soluzioni reali.

Le città apripista coinvolte assieme a Ferrara sono state Ludwigsburg in Germania e Hajdù Bihar in Ungheria, ma il primato come migliore famiglia è andato a Ferrara, grazie a Elisabetta Aiello che ha fatto registrare il 15% di risparmio energetico, su un previsto del 5%. Il progetto prevedeva anche un centro servizi e uno sportello unico realizzati rispettivamente in Austria e Polonia, in cui i cittadini potessero interagire con le amministrazioni pubbliche. —

Emanuela De Domenico

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