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Sui piccioni abbattuti Lodi: abbiamo agito nel rispetto della legge

Sui piccioni abbattuti Lodi: abbiamo agito nel rispetto della legge

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san carlo. «Ognuno è libero di dire quello che vuole però ho ricevuto certi “apprezzamenti” davvero infelici; anche da chi abita lontano da qui e non conosce la situazione. Ecco, penso che prima di parlare bisognerebbe informarsi a dovere». Roberto Lodi, sindaco di Terre del Reno, risponde così alle polemiche che hanno fatto seguito alla scelta di abbattere settecento piccioni. «È stata una decisione dolorosa ma necessaria, non potevamo incorrere in rischi sanitari. Noi - sottolinea Lodi - abbiamo agito nel rispetto della legge».

le polemiche

Enpa, attraverso un comunicato ha fatto sapere che «ipotizza di procedere contro il primo cittadino non solo per il reato di uccisione di animali ma anche per danno erariale davanti alla Corte dei Conti, sulla scia di quanto accaduto con l’ex presidente della Provincia di Bolzano, Luis Durnwalder. I piccioni in quanto fauna selvatica sono patrimonio indisponibile dello Stato». E ieri si sono aggiunte anche le parole dell’associazione Gabbie Vuote, associazione fiorentina che ha detto: «Attualmente il colombo di città non rientra infatti nell’elenco fornito dalla legge sulla caccia. Di conseguenza il sindaco non può emettere ordinanze di abbattimento. Solo la Regione può legiferare in merito, emettendo deroghe alla legge sulla caccia». Molti sancarlesi però, esasperati dall’allarme piccioni, si sono schierati a favore del primo cittadino. «Prima del terremoto si facevano azioni di contenimento che poi - conclude Lodi - sono state accantonate per le priorità post sisma. Ora il problema è sotto gli occhi di tutti. Ne sono stati abbattuti 700 ma a San Carlo, ce ne sono almeno dieci volte tanto». —

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