I lavori post terremoto fanno scuola Universitari in visita
CENTO. I lavori in corso al palasport, particolarmente il miglioramento sismico mediante applicazione di rinforzi in fibra di carbonio, fanno scuola.
Ieri dall’Università Politecnica delle Marche insieme ai docenti è arrivata a Cento una settantina di studenti del corso di laurea in ingegneria edile e architettura presieduta da Gianluigi Mondaini. Gli studenti sono entrati nel cantiere per osservare dal vivo i lavori in corso. «Siamo orgogliosi – ha detto il sindaco Fabrizio Toselli – di ospitare una delegazione universitaria in visita a questo importante e complesso cantiere che oggi, possiamo dirlo, funziona anche da scuola».
IL CANTIERE
Ai ragazzi è stato spiegato come proseguono i lavori e i complessi interventi che si stavano attuando, particolarmente per la fondazione esterna per la nuova tribuna del palazzetto dello sport.
«Inoltre – ha detto Alessandro Battaglia, direttore dei lavori per la ditta Ahrcos Restauro che ha vinto l’appalto – spiegheremo come affronteremo problematiche particolarmente delicate come quella della liquefazione delle sabbie, fenomeno evidenziato dal sisma del maggio 2012. Ma anche tutte le norme burocratiche che bisogna rispettare quando si lavora in un appalto pubblico».
Molte le domande degli studenti, particolarmente di carattere tecnico. Soddisfatti anche i docenti.
L’UNIVERSITÀ
«Come Università - ha ricordato Maddalena Ferretti - organizziamo molte visite ai cantieri dove si opera per il recupero del patrimonio e la riabilitazione ed il miglioramento delle strutture. I ragazzi sono entusiasti perché questa è una fonte di apprendimento diretta e pratica».
La giornata di studio pratico si è conclusa visitando il cantiere del Santuario della Beata Vergine della Rocca. Qui Stefano Martinuzzi e Luca Speroncini hanno spiegato le azioni in corso per il ripristino strutturale. E in particolare come, trovandosi davanti a una struttura storica, bisogna intervenire in modo diverso rispetto al palasport, in quanto tiranti, capriate e soffitto sono in legno e c’è la necessità di salvare i marmi e gli stucchi esistenti oltre alle varie decorazioni. —
Giuliano Barbieri
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