Stop ai camion nei centri abitati L’idea non piace agli artigiani
Protesta la Cna Alto Ferrarese Le limitazioni al traffico pesante lungo la strada di Sant’Agostino e su corso Italia di Mirabello «penalizzeranno chi lavora»
SANT’AGOSTINO. «Imporre limitazioni al traffico pesante lungo la strada provinciale di Sant’Agostino e su corso Italia di Mirabello penalizzerà pesantemente uno dei sistemi industriali più importanti della provincia di Ferrara. In quell’area orbitano decine di aziende che rischiano di essere espulse dai circuiti commerciali, e quindi di vedersi ridotto il volume di affari».
È molto netto Filippo Botti, responsabile di Cna per l’Alto Ferrarese: la decisione del Comune di Terre del Reno sulla viabilità «è sbagliata e va rivista». E le imprese, che vogliono continuare a lavorare e produrre ricchezza per il territorio, non escludono forme di protesta anche eclatanti: «Se sarà necessario, scenderemo in piazza», sottolinea Botti.
la contesa
Nodo del contendere l’intenzione del Comune di Terre del Reno di limitare il passaggio dei camion sopra i 35 quintali nei due centri abitati di Sant’Agostino e Mirabello. A Sant’Agostino è già stato montato il sistema di telecamere che dovrebbe assicurare il rispetto delle limitazioni e i controlli.
Le aziende della zona, però, temono ripercussioni sulla propria attività. I camion dei clienti e dei fornitori potrebbero infatti raggiungere le aziende «solo a seguito dell’ennesimo adempimento burocratico».
«L’azienda che attende il camion di un cliente o di un fornitore – spiega il responsabile di Cna per l’Alto Ferrarese - dovrebbe notificarne la targa alla polizia municipale, o prima dell’arrivo, o nell’arco delle successive 72 ore. Insomma, l’ennesima pratica da sbrigare, solo per continuare a svolgere il proprio lavoro: a noi sembra un modo ingiusto di limitare la libertà d’impresa, tanto più che i controlli per la sicurezza stradale dovrebbero essere svolti dalla polizia municipale, non certo dalle aziende».
LA PREOCCUPAZIONE
Ma le preoccupazioni degli imprenditori non si limitano a questo: c’è anche il timore di essere espulsi dai circuiti commerciali.
«Quando i clienti e i fornitori delle nostre aziende si troveranno di fronte a mille difficoltà per raggiungerle, quanto tempo ci metteranno a prendere altre strade, scegliere altre imprese e altri territori? È così - chiede Botti - che aiutiamo il nostro sistema economico a crescere e a svilupparsi?».
L’invito della Cna, e degli oltre trenta imprenditori – tra i tanti direttamente coinvolti - che giovedì sera si sono riuniti per discutere la questione, è chiaro: «Il Comune di Terre del Reno è ancora in tempo per modificare le proprie scelte tutelando al contempo la sicurezza delle strade e il diritto delle imprese a lavorare».
Qualora il Comune non cambiasse idea, la Cna e le imprese «non esiteranno a mettere in atto tutte le azioni sindacali e di protesta, anche eclatanti, per vedere loro riconosciuto il diritto a lavorare, produrre ricchezza, e far crescere il territorio». —
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