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Tagli ai vitalizi regionali Dieci ferraresi coinvolti

Stefano Ciervo
Tagli ai vitalizi regionali Dieci ferraresi coinvolti

Si tratta di consiglieri e assessori delle legislature precedenti a quella in corso Il M5s stima una riduzione del 30%, c’era già il contributo di solidarietà

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I tagli ai vitalizi regionali diventano definitivi e si estendono anche agli ex consiglieri che si apprestano a maturare il diritto alla pensione. L’effetto dell’accordo tra Stato e Regioni, siglato due giorni fa, si fa sentire anche sui ferraresi che hanno frequentato l’assemblea dell’Emilia Romagna e la giunta regionale, non quelli attualmente in carica poiché il vitalizio è stato abolito a partire da questa legislatura. In totale la Regione dovrebbe risparmiare circa 300mila euro l’anno, su di un totale di 25 milioni a livello nazionale, «una cifra modesta che dimostra come in Emilia Romagna i costi della politica siano stati ridotti da tempo» fa notare Paolo Calvano, consigliere regionale e segretario dem. Dall’anno prossimo la nuova norma andrà di fatto a sostituire il contributo di solidarietà varato nel 2017, che aveva appunto respiro triennale; rispetto al vitalizio “pieno”, la riduzione dovrebbe essere attorno al 30%, secondo le ipotesi del M5s che vanno però confermate dai tecnici regionali.

nuovo sistema

L’accordo Stato-Regioni prevede il passaggio al sistema contributivo integrale nel calcolo dei vitalizi, che saranno dunque basati solo sui contributi versati dai singoli. La riforma Bonaccini, è il caso di ricordarlo, prevedeva la riduzione degli assegni con percentuali a salire con l’aumento dell’importo, fino ad un massimo del 12% per la parte di vitalizio superiore a 3.500 euro. La novità riguarda i vitalizi già in essere e quelli che saranno attivati con il raggiungimento dell’età prevista dalla normativa regionale, che con la riforma del 2017 è stata fissata a 67 anni, con avanzamenti progressivi dal minimo di 60 anni previsto in precedenza.

gli interessati

Sono dieci i ferraresi che percepiscono già l’assegno. Si tratta di Alfredo Bertelli, con 3.840,18 euro mensili lordi; gli aventi titolo di Giuseppe Corticelli, una reversibilità di 1.646.43 euro; Radames Costa, con 3.296,82 euro; Vittorio Lodi (1.606.57); Roberto Montanari (2.732,76); Carlo Perdomi (1.817,70); Giovanni Piepoli (2,674,05); Romano Punginelli (2.674,05); Paolo Siconolfi (3.522,47); e Alessandra Zagatti (3.477,17). Devono maturare per il diritto gli ex consiglieri e assessori Tiziano Tagliani, Alberto Ronchi, Giorgio Dragotto e Sergio Alberti, a meno di rinunce come quella già comunicata a suo tempo da Mauro Malaguti e Patrizio Bianchi.

la polemica

Cantano vittoria in particolare gli esponenti M5s, «i tagli diventano finalmente strutturali e si applicano sempre - ha detto il capogruppo regionale Andrea Bertani - Il governatore Bonaccini dovrebbe ringraziarci per il lavoro fatto in questi anni, non il contrario, perché la loro riforma prevedeva solo interventi temporanei e nessuna incertezza di un intervento armonico». Bonaccini, a sua volta, aveva speso parole di soddisfazione per l’intesa, «si arriva oggi dove l’Emilia Romagna stava già da un po’ di anni. Non è un caso se questa misura non tocca di fatto la nostra Regione, che ha aperto la strada a livello nazionale». —

Stefano Ciervo

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