Creditori già risarciti Restano gli agricoltori
Ogni fallimento è la fotocopia di quello precedente: cambiano numeri e nomi, restano le vittime dei buchi. Per Capa Ferrara i soci, gli agricoltori: tra questi, tante piccole aziende agricole, beffate due volte. Alcune disinvestirono i propri soldi depositati in Carife (la banca che ha fatto crac) temendo di perderli. E li investirono tutti in Capa: perdendoli, anni dopo. Ora li reclamano al giudice fallimentare Anna Ghedini e al curatore fallimentare Antonio Agresta. La procedura del fallimento è giunto ormai al giro di boa: dopo quasi 3 anni dal crac, tutti i creditori privilegiati (dipendenti, banche, fornitori, artigiani, aziende agricole non socie) hanno già ottenuto i rimborsi: pari a 6/7 milioni di euro raccolti durante la procedura dal curatore. E siamo ormai giunti al quarto riparto (distribuzione risorse raccolte). Restano i creditori chirografari, gli agricoltori che conferivano i raccolti a Capa e che invece sono stati raggirati. In tutta la provincia e fuori (anche nel Mantovano) il numero dei soci di Capa superava i 1.500. Di questi solo un migliaio si è insinuato allo stato passivo e i crediti che possono vantare si aggirano attorno agli 8 milioni: che mancano nelle casse della procedura.
Tra loro, agricoltori con crediti di poche centinaia di euro e chi invece avuto buchi di centinaia e centinaia di migliaia di euro. Obiettivo della procedura e del curatore sarà quello di raccogliere più risorse possibili: e si spera che i rimborsi non siano solo simbolici. Come invece accaduto in passato (dicevamo dei crac fotocopia) alle migliaia di soci Coopcostruttori, risarciti come chirografari per pochissimi euro. —
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