La Nuova Ferrara

Ferrara

SABBIONCELLO SAN PIETRO  

Finalmente i primi lavori allo storico palazzo Gualengo

Finalmente i primi lavori allo storico palazzo Gualengo

La dimora costruita nel XIV secolo ha subìto interventi di messa in sicurezza Voluta da un giudice legato agli Este aveva perso da anni il suo splendore

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SABBIONCELLO SAN PIETRO. Si è conclusa dopo lunga attesa la bonifica e messa in sicurezza delle coperture di palazzo Gualengo. Il restauro ha previsto interventi di pulizia e consolidamento del tetto, con ripasso del manto di copertura su tutti gli spioventi. L’importante manufatto sorge ai margini dell’argine sinistro del Po di Volano, presso Sabbioncello San Pietro, a poca distanza dal luogo ove un tempo sorgeva il castello dei Fontanesi, distrutto nel 1274 dopo la congiura ai danni di Obizzo II d’Este da parte dei Fontanesi e dei Menabuoni.

la storia

Questa sistemazione (attualmente l’antico edificio è abitato in parte) permette di poter mantenere in buono stato un palazzo volontà di una nobile famiglia ferrarese al servizio e imparentata col casato Estense. La solida dimora, voluta da Giovanni Gualengo, giudice dei Savi di Niccolò III d’Este, fonda le sue origine nel XIV secolo. Sulla facciata anteriore dell’edificio spicca un ampio portale in pietra d’Istria lavorato a mano, di ottima fattura, sormontato da uno stemma raffigurante l’aquila estense, emblema della signoria ferrarese sin dal XIII secolo. Sotto i capitelli si notano due stemmi nobiliari; in quello di sinistra, oltre alle armi estensi sono incise le lettere A e K, mentre in quello di destra sono scolpite le lettere A e G. R. Il portale da accesso al salone principale della casa, ampio e spazioso, dal quale si accedeva alle stanze nobiliari ed alla cappella vistosamente decorata. Dal retro si accede al pozzo interno, ora tombato, struttura fondamentale per tutte le case dell’epoca.

le testimonianze

In un colloquio con Angelo Dicembrio e il duca Leonello d’Este, Andrea Gualengo asserisce di possedere, nella sua dimora di Sabbioncello, una discreta biblioteca con opere di retorica e filosofia di Cicerone, Virgilio, Stazio, Ovidio, Claudiano, Svetonio, Boezio, Petrarca, Boccaccio e altre opere minori.Il Guarini nel 1621 definisce il palazzo “delizioso”, come dimostra l’inventario, conservato nell’Archivio notarile antico di Ferrara (notaio Giacomo Botti) del 5 dicembre 1616, allorquando Galeazzo Gualengo ereditò i beni e le proprietà di Sabbioncello San Pietro dal padre Scipione.

Angelo Penna nel 1663 scrive un testo dedicato alle ville della zona. L’ultima pubblicazione è quella ad opera del libraio e appassionato di storia locale, Graziano Gruppioni, intitolata Memorie storiche di Sabbioncello San Pietro (casa editrice 2G).

i lavori

La villa o palazzo Gualengo ha subìto lo scempio dell’uomo e l’incuria di chi per primo doveva impedirlo. Oggi (la proprietà è privata) ha bisogno di molti altri lavori di risanamento, in quanto merita di essere conservata e valorizzata, come uno dei pochi e rari testimoni della vita sociale politica e culturale del Copparese. Non fosse altro per gli oltre 50 quadri raffiguranti ritratti degli Estensi, 12 imperatori romani, papi, cardinali, Infanti di Spagna, la Madonna di Reggio e altri nobili oltre a raffigurazioni degli ambienti del palazzo. —

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