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M5s: «I treni a rischio» Il Pd: «Ditelo a Toninelli»

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CODIGORO. Tra le tre linee ferroviarie dell’Emilia-Romagna a rischio chiusura tra poco più di un anno, è inserita anche la tratta Ferrara-Codigoro. Tre tratte (oltre la Ferrara-Codigoro, anche la Modena-Sassuolo e la Reggio-Emilia-Ciano) dal 2021 resteranno in capo alla Regione «e saranno quindi destinate a scomparire e con il limite di velocità fermo sui 70 km/h - denuncia Claudio Dolcetti, M5s - Questo risultato sarebbe l’effetto dell’accordo siglato nel 2017 dal Governatore, Stefano Bonaccini con l’allora premier, Paolo Gentiloni ed il ministro Graziano Delrio, che prevede il passaggio delle linee gestite attualmente da Fer a Rfi».

Dolcetti ha detto di «apprendere con stupore le notizie che arrivano dalla Regione», facendo seguito ad analoghe dichiarazioni della consigliera regionale del Movimento, Silvia Piccinini. «Non è questo che auspichiamo anche perché il Comune di Codigoro con le associazioni di volontariato ha investito molto, senza risultati, nel cercare di attivare il turismo su rotaia e bicicletta». E Dolcetti, ha sottolineato ancora che «Non sono passati molti giorni da quando anche i nostri assessori hanno inaugurato la tratta Dogato-Portomaggiore, poi chiusa in men che non si dica».

Ferma la risposta di Paolo Calvano (Pd): «La smetta il M5s di fare “terrorismo psicologico” e provi a dare una mano reale per il rafforzamento delle linee ferroviarie regionali, a partire dalla Ferrara-Codigoro. Il modo c’è ed è nelle mani del ministro Toninelli». «Se il Governo facesse quanto gli spetta, cioè finanziasse lui quell’elettrificazione, ecco che si libererebbero immediatamente le risorse regionali da investire sulla Codigoro-Ferrara per elettrificarla e renderla ancor più funzionale». —

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