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Uniti nel dolore e nei ricordi Commosso addio al poliziotto

Giorgio Carnaroli
Uniti nel dolore e nei ricordi Commosso addio al poliziotto

Colleghi e cittadini hanno partecipato ai funerali dell’agente deceduto a 56 anni Un lungo abbraccio alla famiglia. L’omaggio degli agenti della Polstrada 

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PORTOMAGGIORE. Roberto Zeri 56 anni, era un uomo dello Stato. Un poliziotto, anzi un assistente capo coordinatore. Un servitore a tutela della sicurezza, che indossava la divisa e ne era orgoglioso: chi ha avuto modo di conoscerlo sa che è così. Una persona che ha dato i suoi migliori anni allo Stato e che purtroppo, prematuramente ha lasciato per sempre a causa di una malattia.

i funerali

Ieri mattina, al suo funerale alla Collegiata di Portomaggiore, lo Stato c’era. Ed era ampiamente rappresentato con il questore Giancarlo Pallini, il sindaco Nicola Minarelli, ufficiali della polizia, dei carabinieri, della guardia di finanza. Ma c’erano anche i colleghi, quelli del comando di Argenta dove Zeri per 25 anni ha prestato servizio.

C’erano colleghi con i quali ha condiviso ore in moto o in auto a vegliare lungo la statale 16 e sulla Romea. Poliziotti e associazioni d’Arma e di Corpo, che hanno indossato la divisa pur essendo fuori servizio, ma c’erano anche tanti altri in borghese, che non hanno voluto mancare e si sono mescolati fra le tante persone presenti sul sagrato e in chiesa.

il dolore

C’erano per solidarietà e al tempo stesso per spirito di corpo. Un sentimento forte, che unisce, aggrega soprattutto nei momenti difficili, del dolore. Un dolore che ha invaso la famiglia di Zeri, la moglie Lorena, la figlia Giovanna, il padre Carlo Zeri, la madre Vanda e la sorella Katia.

In una chiesa gremita, mentre la bara color panna veniva messa davanti all’altare e due amici-colleghi con i quali ha condiviso il servizio ad Argenta, ponevano un cuscino di fiori segno di affetto e stima, don Ugo Berti, parroco di Portomaggiore, affiancato da don Pier Giorgio Lupi, cappellano della polizia, ha esordito dicendo: «L’altro giorno abbiamo accompagnato la madre di un figlio poliziotto (la mamma di Vanni Scapoli; ndr), oggi accompagniamo il figlio poliziotto di una madre».

l’omelia

Nell’omelia ha poi aggiunto: «Il mistero della morte è grande, è un passaggio che ci rende impotenti di fronte al disegno di Dio. Rimane però tutto il bene come quello che Roberto ha dato, che ha fatto e che dobbiamo custodire come un tesoro». Al termine del rito funebre, tanta gente si è messa in fila per un abbraccio, una parola di conforto alla moglie e alla figlia. Tra loro anche Marco Ravaglia, l’agente della polizia provinciale ferito due anni fa dal killer Igor. Un lungo abbraccio, carico di significati che si è protratto fino a quando, il carro funebre, scortato da due colleghi in moto, si è allontanato verso la cremazione. —

Giorgio Carnaroli

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