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Dopo il caso di malborghetto 

Il medico di base va in pensione? Ecco come “salvare” la cartella clinica

Gi. Ca.
Il medico di base va in pensione? Ecco come “salvare” la cartella clinica

Si deve chiedere il trasferimento dati al dottore che subentra Natalini (Asl): buona scelta il Fascicolo sanitario elettronico

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Il caso della residente di Malborghetto di Boara che dopo il pensionamento del medico di base ha scoperto di non avere più una cartella clinica (il documento che riporta la storia sanitaria dell’utente) ha riacceso il faro della cronaca sulle difficoltà che può incontrare l’utente nella conoscenza e nell’uso delle corrette procedure burocratiche.

Vincolo di riservatezza

Quanto è accaduto alla persona assistita fino al 31 marzo scorso dal medico di base Cristina Visentini potrebbe succedere infatti a qualsiasi utente il cui dottore cessasse il servizio per raggiunti limiti di età o lasciasse l’incarico per qualunque altro motivo. La ragione è semplice ed è legata alla particolare natura dei dati sanitari che sono personali, sensibili e soggetti alla legge sulla privacy, mentre il medico è tenuto al rispetto del segreto professionale. L’altro fattore da menzionare, come conferma il direttore sanitario dell’Asl, Nicoletta Natalini, riguarda la proprietà del la cartella clinica.

«Il titolare dei dati è il medico convenzionato, che acquisisce uno dei prodotti informatici disponibili sul mercato per gestire il servizio – precisa la manager – Il trasferimento dei dati ad un altro medico deve essere personalmente richiesto e autorizzato dall’utente».

E se l’assistito non lo fa? «Rischia di perdere tutto il pregresso e di dover ripartire da zero perché gli unici dati in possesso dell’Asl sono quelli relativi ai ricoveri ospedalieri e all’attivazione dell’Assistenza domiciliare integrata (Adi)», sottolinea il direttore sanitario. Il caso di Malborghetto con tutta probabilità è già avvenuto in altri paesi, comuni e frazioni a utenti che non lo hanno segnalato. Come bisogna procedere per prevenire il danno? «Prima che il medico di famiglia lasci l’incarico si deve autorizzare il trasferimento dei propri dati sanitari a chi subentra nello stesso ambulatorio o ambito territoriale oppure a un altro professionista», è il consiglio dell’Asl.

cortesia e prevenzione

L’utente, prosegue Natalini, può anche chiedere la stampa della propria cartella clinica per poterne entrare in possesso e trasmetterla al nuovo medico di base. Al di fuori di questi casi, «si può sperare solo in una cortesia del medico di famiglia che non è più in attività – commenta il direttore sanitario – La vera garanzia però sta in un servizio che viene ancora utilizzato troppo poco rispetto ai vantaggi che presenta: il Fascicolo Sanitario elettronico. Contiene tutti i dati significativi della storia sanitaria dell’utente, dalle ricette ai referti, ai dati ospedalieri ed è nella totale disponibilità dell’utente che può trasmettere tutte o parte di quelle informazioni al proprio medico di famiglia».

La vicenda di Malborghetto risale alla scorsa settimana. Da lunedì 1 aprile il medico Cristina Visentini non è più al lavoro e l’ex assistita che ha segnalato il fatto non sapeva che i suoi dati non sarebbero stati automaticamente trasmessi al medico subentrante: Christine Pascale Yondo. —

Gi. Ca.



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