«Questo territorio è pronto a risorgere» La chiesa riapre a sette anni dal terremoto
Il vescovo Zuppi ha dato la benedizione: «Siate come i campanari. Suonate da soli, ma create la musica dall’insieme»
GALLO. Festa grande ieri a Gallo per l’apertura della chiesa parrocchiale, dedicata a Santa Caterina, che dopo i danni subiti dal terremoto è stata completamente ristrutturata.
la giornata
L’altare maggiore è stato rifatto in marmo ed ha dovuto essere nuovamente riconsacrato. Già dalle prime ore della mattina i volontari della protezione civile, radio club contea nord, erano impegnati nel posizionare le transenne di limitazione del traffico, mentre i volontari della parrocchia erano in azione per i preparativi della cerimonia che si preannunciava lunga e laboriosa.
A rendere ancora più solenne la cerimonia, anche un castello di campane, azionate dai campanari Bolognesi, che suonavano a distesa. Già prima dell’inizio delle cerimonia, che era fissata per le 10, tanta gente aveva preso posizione sul sagrato della chiesa per aspettare l’arrivo di monsignor Matteo Maria Zuppi, arcivescovo metropolita di Bologna, che aveva il compito di celebrare la prima messa nella chiesa rimessa a nuovo.
Tutti si aspettavano che l’alto prelato arrivasse in auto davanti alla chiesa, dove era stato predisposto un apposito spazio. Invece il vescovo Zuppi ha invece fatto fermare l’auto sulla statale poi, tranquillamente, si è incamminato a piedi per via Molino per arrivare davanti alla chiesa, la quale dista circa 500 metri.
il vescovo
Durante il tragitto si è complimentato con la gente per la perfetta organizzazione, «bravi avete programmato anche il sole», poi arrivato davanti alla chiesa è stato accolto dal parroco don Stefano Zangherini, il quale gli ha presentato il sindaco Daniele Garuti, gli assessori Paola Zanella e Piergiorgio Brunello oltre a tutte le altre autorità, civili e militari, che erano presenti. Non è mancata una simpatica battuta: «Prima di entrare il chiesa - ha detto il vescovo - voglio citare l’esempio che danno i campanari dove ognuno opera per conto suo ma trovano, ugualmente, l’intesa che serve per dar vita ad un’armonia i suoni. Se questo succedesse anche nella vita di tutti i giorni tutto sarebbe migliore».
La chiesa si è mostrata stipata in ogni ordine di posti ed il vescovo Zuppi ne ha benedetto ogni angolo e, quindi, Zuppi ha iniziato il lungo cerimoniale della liturgia per riconsacrare il nuovo altare, con tanta emozione che si respirava tra i presenti alla cerimonia.
la cerimonia
Si è cominciato con l’unzione del crisma, versando l’olio sul piano dell’altare, simbolo di Cristo; quindi l’arcivescovodi Bologna ha infiammato i semi di incenso, come simbolo della preghiera dei fedeli e l’altare è poi stato coperto con una tovaglia, per rievocare il sacrificio del Cristo, ed infine si è acceso una candela per ricordare che il Cristo è luce in ogni vita.
A questo punto, si sono anche accese tutte le luci all’interno della chiesa, a dimostrazione che l’edifico religioso è ritornato al suo antico splendore.
«In questo edificio - ha detto ancora Zuppi -, dedichiamo a Dio questo nuovo altare. Vedo nei numerosi presenti che nei loro occhi c’è tanta gioia nel rivedere rimessa a nuovo questa chiesa che, in tanti aspetti, e ancor più bella di prima. Ricordiamo tutti il dolore, la paura e le distruzioni causate dal terremoto. Certo bisogna ricordare il passato ma oggi, con la riapertura della chiesa, è come una resurrezione e dobbiamo cominciare a guardare al futuro».
Terminata la liturgia, il vescovo ha celebrato la prima messa nell’edificio religioso a quasi sette anni di distanza dall’ultima. La cerimonia religiosa è stata ravvivata dal coro parrocchiale diretto da Elena Borsari. Tutti soddisfatti i presenti e, particolarmente, il parroco don Stefano Zangarini, che ritorna a celebrare le funzioni religiose nell’antica sede dove potrà avviare anche tutte le attività della parrocchia. —
Giuliano Barbieri
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