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LA CERIMONIA 

Una rosa per Anita Frazione in festa per la Liberazione

Giorgio Carnaroli
Una rosa per Anita Frazione in festa per la Liberazione

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ANITA. Nel 2021 ricorrerà il 200º anno di nascita di Anita Garibaldi e nella frazione argentana, ma così pure in 300 luoghi fra Brasile, Uruguay e San Marino, si stanno mettendo le basi per l’importante ricorrenza attraverso la piantumazione di una rosa chiamata appunto “Anita Garibaldi”.

Ieri, durante il 74º anniversario della Liberazione della frazione argentana, il vicesindaco Andrea Baldini ha avuto l’incarico di mettere a dimora questa piantina creata dall’ibridatore Giulio Pantali. Una cerimonia semplice il cui significato è stato ribadito da un rappresentante dell’Auser, che si occuperà poi della manutenzione, e da un docente dell’istituto tecnico “Garibaldi-da Vinci” di Cesena.

la cerimonia

Anniversario della liberazione rivissuto con il pellegrinaggio lungo i cippi della storia fino alla penisola di Boscoforte e conclusosi in piazza ad Anita, alla presenza di autorità politiche e militari e di cittadini residenti nella zona del fiume Reno. Occasione, come è stato ricordato ieri, per fare memoria di coloro che hanno perduto la vita combattendo in valle, lungo i canali a presidio del territorio. Ed è qui che il sindaco Antonio Fiorentini ha inviato la gente «a non cambiare: restate quello che siete» poi, nel commemorare quei giovani che venivano chiamati per andar a morire, ha riflettuto sui valori della pace, quella che ancora oggi non c’è e per questo «serve – ha aggiunto – un salto di qualità per mantenere ben saldi quei valori ma, soprattutto, aiutando ad aprirci agli altri».

Fiorentini ha raccontato un episodio riferitogli dallo storico e presidente dell’Anpi di Argenta, Romolo Ghini. Il 18 aprile, giorno della liberazione di Argenta, Ghini vide entrare per primo ad Argenta un soldato alto e nero: «Possiamo allora essere razzisti – ha detto -?; possiamo dire prima gli italiani, o prima gli svizzero e i tedeschi? Certa gente oggi non sa che il primo soldato alleato che ha liberato Argenta era nero e ciò vuol dire che, chi sparla oggi a vanvera non conosce la storia». —

Giorgio Carnaroli

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