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Centro sociale a rischio «Servono volontari altrimenti chiudiamo»

Vincenzo Trapella
Centro sociale a rischio «Servono volontari altrimenti chiudiamo»

Nei punti chiave manca una decina di persone La struttura è cuore pulsante del territorio dal 1983

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CODIGORO. Il centro sociale codigorese è a rischio. Un problema serio per la struttura attiva dal 1983.

Il nodo da sciogliere per evitare la chiusura è riuscire a coinvolgere almeno un’altra decina di volontari che possano essere inseriti nell’organico in alcuni punti chiave per il funzionamento della struttura. È l’allarme lanciato in occasione dell’assemblea annuale dei soci del Centro di promozione sociale che si è svolta nella sede di via del Rosario.

CONTI IN ORDINE

La riunione è stata presieduta dal revisore dei conti, Gabriele Bazzanini, con segretaria Cinzia Zanellati. Ha letto i verbali il presidente in carica, Lino Zanellati; completavano il tavolo della presidenza dell’assembleta, Valter Zanellati, vice presidente, un altro sindaco revisore dei conti, Emo Castellani. Assente giustificato il terzo revisore, Francesco Barbarotto. Per l’amministrazione comunale ha presenziato, l’assessore, Stefano Adami.

La maggioranza dei soci ha approvato i verbali relativi ai conti del 2018, prodotti dal presidente del Centro, dai sindaci revisori e della segretaria. Stessa alzata di mano a maggioranza per il bilancio di previsione 2019 e apertura del dibattito tenuto a battesimo dall’assessore Adami.

L’AUSPICIO

L’assessore, dopo il campanello d’allarme suonato da Lino Zanellati sulla mancanza di volontari nei punti più importanti del Circolo, quali la cucina e il bar-caffetteria, ha auspicato un urgente rinnovo dei quadri per l’incerto futuro della struttura, nata nel 1983 e fiore all’occhiello mandato avanti dagli anziani per ben 35 anni.

Nella sua relazione, Lino Zanellati ha comunicato che non potrà, per statuto, essere nuovamente eletto presidente, avendo già guidato il centro sociale per tre legislature.

I RISCHI

Ma questo è il problema più semplice da risolvere. Ciò che mette a repentaglio il futuro del Centro non è nemmeno il numero degli iscritti, in lieve calo ma ancora intercomunale per la partecipazione di Comacchio di Ariano Polesine, Goro e Bosco. Manca infatti «una decina di volontari nei punti chiave». Poche persone, ma indispensabili in apparati vitali per la sopravvivenza del Centro. —

Vincenzo Trapella

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