Diamanti venduti dalle banche Per procura e finanza è truffa
Centinaia i ferraresi raggirati, cause civili aperte ed ora via alle indagini penali Interrogatori di legali e investitori che hanno perso centinaia di migliaia di euro
A Ferrara sono oltre un centinaio, non famosi come Vasco Rossi o Federica Panicucci, vittime eccellenti tra le migliaia di raggirati nello scandalo dei diamanti, acquistati da banche e società di vendita in tutta Italia in operazioni che secondo le inchieste sarebbero una grande truffa con preziosi venduti a prezzi altissimi poi svalutati facendo perdere milioni e milioni di euro agli investitori.
Ferrara dopo Milano
Adesso, come accaduto a Milano nei mesi scorsi, dove la procura ha in corso una maxinchiesta (con sequestro preventivo di 700milioni di euro nei confronti di diverse banche e numerosi vip tra i truffati, a partire da Vasco Rossi), anche in città procura e finanza hanno aperto, d’ufficio, un’inchiesta per truffa continuata e aggravata. Perché i casi emersi in città e provincia (che riguardano due banche Mps e CariCento e la società Dpi) non sono isolati e hanno tutti un filo comune. L’inchiesta assegnata al pm Stefano Longhi che coordina la polizia tributaria della Finanza dovrà valutare come le banche sulla piazza ferrarese proponevano i diamanti da investimento, fungendo da intermediatori delle società di vendita. L’interesse degli inquirenti è nato dalle cause civili pendenti in tribunale di Ferrara, dove sono chiamate in causa dagli investitori raggirati, Monte dei Paschi di Siena e Cassa Risparmio Cento. Investitori che oggi reclamano centinaia e centinaia di migliaia di euro svaniti nel nulla poiché il valore dei diamanti era stato sopravvalutato al momento dell’acquisto, da qui il presunto raggiro su cui sono in corso le indagini. Aperte d’ufficio - circostanza importante - perché nessuno degli investitori ferraresi ha presentato formale denuncia per truffa, avendo il solo obiettivo di trovare una mediazione e riavere i soldi. Così, in assenza di denunce dei truffati, procura e finanza hanno attivato l’inchiesta d’ufficio per truffa aggravata e continuata. Dunque si ipotizza già che vi sia stato un colossale raggiro: tanto che sono già state ascoltate vittime e legali negli uffici della Finanza. Tutti in fila, come “persone informate sui fatti”, per indicare da chi e come hanno ricevuto la proposta di investimento e quali fossero le condizioni pattuite. L’indagine è appena partita e potrebbe arrivare anche a verificare anche le posizioni dei vari funzionari delle banche che proponevano le offerte delle società di diamanti.
regalie ai funzionari
Perché, come contestato a Milano, ad esempio, le società (due in tutta Italia e anche a Ferrara, la Idb, Intermarket Diamond Business e Dpi, Diamond private Investment) vengono accusate di aver proposto regalie e altro ai funzionari di banca che svolgevano la mediazione: gli acquisti di diamanti come forma di investimento, infatti, venivano formalizzati all’interno degli uffici degli istituti bancari, ma prima proposti da funzionari interni della banca stessa. A Milano, dicevamo, sono contestati alcuni casi di corruzione tra privati.
Mentre a Ferrara questa ipotesi non è ancora emersa. Anche se, dai primi riscontri, vi sarebbe stata una banca nel Ferrarese che rifiutò di vendere ai propri clienti il pacchetto diamanti, proprio alla luce del tipo di proposta della società di vendita che prevedeva quelle regalie. Gli inquirenti ferraresi, al momento, si limitano a raccogliere documenti e testimonianze: il resto si valuterà indagini facendo. —
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